Kurt Cobain: Successo e suicidio

Indiscussa stella del grundge, Kurt Cobain, morì l’8 aprile 1994, sparandosi in bocca un colpo di fucile. Il suo suicidio, velato da un’ombra di mistero,  ha contribuito a fare di lui una legenda. Frontman del gruppo musicale grunge Nirvana, cantautore e chitarrista di successo, Cobain, soffriva di depressione e disturbi di stomaco che lo portarono ben presto all’uso di eroina, diventata negli ultimi mesi, prima della sua morte una vera e propria dipendenza. Con l’eroina, il cantante, cercava di combattere le pressioni dei media su di lui e sulla moglie Courtney Love, leader e cantante della gruppo rock Hole da cui aveva avuto una figlia di nome Frances Bean. I suoi album più famosi:  Bleach, Nevermind, In Utero, furono l’inno di una generazione, di cui influenzò la musica e la cultura. Icona indiscussa di quegli anni, Cobain ci lascia un enorme testimonianza musicale della sofferenza di quegli anni, interprete consapevole di una generazione malinconica.

Kurt Cobain: pensieri, frasi e aforismi

Ricco, famoso, idolatrato e amato dalla sua donna, Kurt, non è riuscito a guarire dalla profonda malattia interiore, che insieme alla droga, lo ha portato lentamente al suicidio. Il suo non sentirsi mai abbastanza, una profonda insicurezza, una forte disistima, non hanno permesso all’icona del grundge di godersi la sua fama. Kurt ci lascia oltre a canzoni che hanno espresso la storia di una generazione, come: “Smells like Teen Spirit”, “Come as you are”, “In Bloom”, “Lithium”, “Polly”, anche numerosi pensieri, frasi e citazioni, prese dal suo diario e non solo. Vediamone insieme qualche esempio:

  • “Non apprezzi mai le cose che hai finché non le perdi.”
  • “Preferisco essere odiato per ciò che sono, piuttosto che essereamato per ciò che non sono.”
  • “Il punk rock è arte. Il punk rock per me significa libertà.”
  • “La censura è molto americana.”
  • “Incertezza: come spalancare gli occhi al buio e poi chiuderli forte forte e poi aprirli e restare accecati dai puntini d’argento creati dalla pressione sulle cornee, strizzarli, farli roteare, mettere a fuoco e accecarsi di nuovo, ma almeno in qualche modo hai visto la luce.”
  • “Uso frammenti del carattere degli altri per costruire il mio.”
  • “John Lennon è il mio idolo da quando sono nato, ma per quanto riguarda la rivoluzione ha torto marcio.”
  • “Vorrei avere più ricordi. Ho la sensazione di non avere mai avuto un padre… Mi manca una figura paterna con cui dividerele cose.”
  • “Essere positivi sempre è ignorare tutto ciò che è importante, sacro o di valore. Essere negativi sempre è essere minacciati dal proprio senso del ridicolo e dall’istantanea inaffidabilità.”
  • Pensavo: “Cosa dovrebbe essere veramente il punk? Che cos’è? Quanto è cattivo?”. E tentavo di suonare nel modo più arrabbiato possibile. Alzavo al massimo il volume del mio piccolo amplificatore. Non avevo assolutamente idea di cosa stessi facendo.