Elezioni 2018: il mandato esplorativo

Le elezioni politiche 2018 hanno lasciato un po’ di amaro in bocca: hanno vinto i partiti della protesta con l’avanzata della Lega Nord di Salvini e del Movimento 5 stelle di Di Maio, anche se la maggioranza continua a detenerla la coalizione di Centro-Destra. Qual è il problema? Nessuno ad oggi sembra avere i numeri per poter governare. Il Partito Democratico ha fatto un passo indietro, spostandosi all’opposizione ed è impossibile prevedere come si configurerà l’assetto del prossimo governo. Sono giorni di consultazioni e visto che se ne fa un gran parlare è importante capire la differenza tra mandato esplorativo e preincarico. Si parla, infatti, di mandato esplorativo quando il Capo dello Stato, data la situazione politica e l’assenza di una soluzione per superare la situazione di stallo, chieda ad una personalità terza di svolgere un breve giro di consultazioni per capire come procedere e riferire le conclusioni in tempi brevi. Di solito questa personalità viene scelta tra le più alte cariche dello Stato (il Presidente della Camera o il Presidente del Senato).

Leggi anche:

Elezioni 2018: il preincarico

Per quanto riguarda, invece, il preincarico si tratta invece dello stesso processo ma con un protagonista diverso: la personalità a cui viene richiesto di svolgere ulteriori consultazioni coincide con quella cui verosimilmente il Capo dello Stato affiderà l’incarico. Una scommessa sul futuro del Paese.

Elezioni 2018: cosa succederà?

Al momento è difficile stabilire cosa succederà effettivamente in Italia: i partiti si sfidano a colpi di scena e le alleanze portate a casa da Salvini non sono ancora molto chiare (accusato di fare il doppiogioco sia dai pentastellati che dal suo storico alleato Silvio Berlusconi), ciò che è certo è che in un’Italia tanto instabile politicamente non è escluso che bisognerà presto tornare alle urne…