Piercing al collo: la moda che spopola tra i giovanissimi

Il piercing al collo, che in gergo è chiamato nape piercing, è una moda di origine completamente contemporanea che spopola soprattutto tra i giovanissimi. Si tratta di uno dei trend più estremi e alternativi che riguarda, nello specifico, il piercing dietro la nuca in quanto la parte anteriore del collo è molto più delicata e sensibile. Questa tipologia di piercing è detto surface, ovvero un foro che viene praticato su una parte piatta e anatomicamente meno predisposta ad accogliere un gioiello del genere. Proprio per questo, deve essere effettuato con molta attenzione e ad esso deve essere dedicata una cura meticolosa e costante.

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Piercing al collo: le precauzioni da adottare

Per evitare problemi successivi, il piercing al collo deve essere effettuato in uno studio specializzato da professionisti che abbiano alle spalle anni di esperienza. La sala e gli strumenti utilizzati devono essere perfettamente puliti e sterilizzati per evitare qualsiasi infezione o malattia. Un altro aspetto da tenere sempre in considerazione è quello della propria igiene: il piercing deve essere disinfettato ogni giorno con soluzione salina pulendo bene tutta la zona, i fori e il gioiello.

Piercing al collo: infezioni e rigetto

Il tempo medio di guarigione per il piercing al collo varia dai cinque ai sei mesi, ma anche successivamente si possono presentare problemi da non sottovalutare. La principale problematica è quella legata al rigetto in quanto il collo è una zona molto delicata e non adatta ad ospitare corpi esterni. Le possibilità di rigetto si aggirano intorno all’80%, una percentuale altissima rispetto a quella dei piercing classici. In secondo luogo, il nape piercing può essere soggetto ad infezioni di diversa intensità se non viene disinfettato adeguatamente ogni giorno. Non c’è da dimenticare, inoltre, che gli stessi abiti possono sfregare contro il piercing causando fastidi e irritazioni varie.