Catalogna: al referendum vola il sì

La vittoria schiacciante del sì al referendum per l’indipendenza della Catalogna, ritenuto illegale dal governo spagnolo e dal Tribunale Costituzionale, apre nuovi incredibili scenari per la storia d’Europa; nonostante fosse un referendum illegale i sì sono stati 2.020.144 voti, pari al 90,09%. Non sappiamo bene cosa succederà adesso, dal momento che la Spagna non riconoscerà l’esito del voto: il primo ministro spagnolo, Mariano Rajoy, ha chiaramente ribadito che in Catalogna “non c’è stato nessun referendum” mentre il presidente della Catalogna, Carles Puigdemont, ha annunciato che i catalani si sono “guadagnati il diritto di avere uno stato indipendente” e ha dichiarato che si proseguirà con le operazioni post referendum. Il 27 ottobre è stata quindi dichiarata l’indipendenza della Catalogna, ma Rajoy ha deciso di applicare l’articolo 155: Puigdemont e altri membri del governo catalano, accusati di sedizione e ribellione, sono fuggiti in Belgio, mentre altri sono stati arrestati. Il primo ministro ha inoltre annunciato che ci saranno le elezioni anticipate il 21 dicembre. In attesa di novità, ecco com’è andato il referendum dell’1 ottobre.

I risultati del Referendum in Catalogna

La giornata in cui si è svolto il referendum per l’indipendenza però è stata piena di scontri e ad altissima tensione: si registrano secondo le fonti del governo catalano, 844 feriti, di cui 2 gravi. La polizia di Madrid è intervenuta per bloccare i seggi e ritirare il materiale elettorale ma questo ha inevitabilmente creato contrasti e alcuni feriti. Problemi anche al sistema informatico che gestisce il registro degli elettori, probabilmente a causa di attacchi informatici. La presenza massiccia della polizia spagnola ha forse influenzato l’affluenza, che si attesta intorno al del 42,3%. Hanno votato no solo 7,87%.

Referendum in Catalogna, il risultato del voto

L’indipendenza della Catalogna è stata dichiarata in seguito, il 27 ottobre, tuttavia subito dopo il referendum migliaia di persone hanno festeggiato in plaza Catalunya a Barcellona un voto che, però, è stato definito “una messinscena” dal premier spagnolo Rajoy. Anche se il sì ha vinto, senza un accordo con Madrid appare improbabile un riconoscimento internazionale. Tra le prime parole di Puigdemont ci sono state quelle rivolote all’Ue: “L’Unione Europea- ha detto il presidente catalano- non può continuare a guardare dall’altra parte, abbiamo il diritto di essere rispettati in Europa”. Parole dure, ma non sappiamo che seguito e risonanza avranno. I risultati del voto catalano sono stati discussi a livello centrale, e sono stati consegnati poi i risultati definitivi. La vittoria schiacciante del sì ha indotto Puigdemont a dichiarare l’indipendenza il 27 ottobre, ma Rajoy ha commissariato il governo applicando l’articolo 155. Puigdemont e alcuni membri del governo, accusati di sedizione, sono scappati a Bruxelles, mentre altri si trovano in carcere. La situazione è abbastanza caotica al momento, ma intanto Rajoy ha deciso di convocare le elezioni anticipate previste per il 21 dicembre.

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