Uno dei primi problemi che si trovò ad affrontare l'Italia unita fu, per dirla con le parole di d'Azeglio 'fare gli italiani'; infatti la volontà di uno stato unitario fu espressione di una fetta assai limitata di popolazione (soprattutto professionisti e studenti). Mancava nella popolazione, e soprattutto tra gli operai e i contadini il senso e il concetto di 'patria' e di 'nazione'. I problemi che l'Italia dovette affrontare all'indomani dell'unificazione, furono di natura interna ma anche esterna.
PROBLEMI INTERNI:
1. migliorare la rete delle infrastrutture (costruire scuole, ospedali, rete ferroviaria);
2. arretratezza economica (agricoltura e industria);
3. analfabetismo diffuso (nonostante la Legge Casati che aveva istituito la frequenza obbligatoria per i primi due anni di scuola);
4. organizzazione di un esercito unico;
5. deficit finanziario (in quanto raccolse i problemi economici di tutte le regioni d'Italia);
6. brigantaggio (nel meridione);
7. malattie da debellare (pellagra, malaria, colera, tifo);
8. problema linguistico (la maggior parte della popolazione parlava il dialetto locale, mentre l'italiano lo parlava soltanto una parte assai ristretto della popolazione);
9. monete e  misure diverse;
10. non esisteva un unico codice di leggi.
            PROBLEMI ESTERNI:
             1.  rapporti difficili con le grandi potenze;
              2. tensioni con la Chiesa.