Crispi divenne Presidente del consiglio nel 1887, dopo la morte Depretis. In politica interna fece degli importanti cambiamenti. Innanzitutto approvò un nuovo codice penale, il Codice Zanardelli: esso prevedeva la libertà di sciopero e di associazione e aboliva la pena di morte. In economia, si fece promotore della politica protezionistica, imponendo dazi sui prodotti importati, e promosse lo sviluppo dell’industria, soprattutto di quella siderurgica e metallurgica.  Durante il suo secondo mandato, Crispi divenne più autoritario, reprimendo con la violenza i disordini operai nati in Sicilia noti come Fasci Siciliani. Infine, nel 1894, sciolse il Partito Socialista dei Lavoratori Italiani.