Le opere minori del Boccaccio sono in genere letterariamente inferiori al Decamerone, tuttavia esse sono molto importanti perché ci fanno comprendere l’itinerario artistico dello scrittore.

La caccia di Diana è un poemetto di 18 canti in terzine, il poemetto svolge un tema caro al Boccaccio e alla letteratura amorosa del Medioevo: quello dell’amore, simboleggiato da Venere, che trasforma le fiere in uomini.

Il filòcolo è un romanzo in prosa in cui si narra dell’amore contrastato tra Florio, figlio del re di Spagna, e Biancofiore, appartenente ad un’antica famiglia di origine romana.

Il filostrato è un poema in ottave  di 9 canti in cui si narra l’infelice amore di Tròiolo, figlio di Priamo, per Criseida, figlia di Calcante, l’indovino troiano che era passato dalla parte dei Greci.

Il Teseida è un poema in ottave di 12 canti. Anche in questo poema il tema preponderante è l’amore, nonostante l’intenzione del Boccaccio di fare un poema epico, modellandolo sull’Eneide, sia nel titolo sia nel numero dei canti.

L'elegia di Madonna Fiammetta è un romanzo in prosa, scritto dopo il ritorno a Firenze, che risente ancora deimotivi amorosi dominante nelle opere del periodo napoletano.

Il Ninfàle d’Ameto è un romanzo in prosa in cui sono inseriti canti in terzine.

L’Amorosa visione è un poema in terzine in 50 canti.

Il Ninfàle fiesolano, poemetto in ottave, di 7 canti.

Dopo il Decamerone il Boccaccio scrisse un’altra opera in volgare, il Corbaccio.

A parte vanno considerate le Rime, raccolta di poesie che il Boccaccio scrisse in varie occasioni. Esse hanno tuttavia scarsa originalità, perché riecheggiano motivi danteschi, petrarcheschi, stilnovisti e popolari, sia pure ormai privi dei loro autentici valori spirituali.

Il Decamerone è l’opera maggiore del Boccaccio costituita da 100 novelle composte negli anni che vanno dal 1348 al 1353.

Connessa con i suoi interessi umanistici è l’attività del Boccaccio scrittore di opere in latino, esse hanno più carattere erudito e di ricerca storica, che artistico e poetico: De casibus virorum illustrium (Le disgrazie degli uomini illustri), De claris mulieribus (Le donne illustri), il Bucolicum Carmen, De montibus, silvis, fontibus, e le Genealògiae deorum gentilium.