Subito dopo l'esilio di Napoleone all'isola d'Elba si aprì a Vienna un congresso (1 novembre 1814- 9 giugno 1815) che avrebbe dovuto ridisegnare l' Europa; vi parteciparono quasi tutti gli Stati europei ma le decisioni più importanti furono prese dalle quattro potenze vincitrici: Austria, Gran Bretagna, Russia e Prussia. L'impero dei 100 giorni spinse le quattro potenze a risoluzioni punitive nei confronti della Francia. Furono ripristinati i vecchi sovrani nei loro antichi possedimenti e ridimensionata la Francia entro i confini precedenti la rivoluzione francese.

L' Europa risulta così composta:

– Il regno dei Paesi Bassi (Olanda, futuro Belgio, Lussemburgo) affidato a Guglielmo I d'Orange, la confederazione tedesca presieduta dall'imperatore d'Austria.

– La Prussia si ampliò con i territori in Renania ed in Westfalia a spese della Sassonia; l'imperatore d'Austria in cambio del Belgio ottenne il Lombardo-Veneto e, di fatto, il controllo politico su tutta la penisola italiana.

– La Russia ottenne la Finlandia e la maggior parte del Granducato di Varsavia.

– L'Inghilterra accentuò la sua caratteristica di potenza marittima e coloniale acquisendo nel Mediterraneo, oltre a Gibilterra, il controllo su Corfù e sulle isole ioniche, penetrando inoltre in India, Canada, Australia ed in Nuova Zelanda.

– In Spagna e Portogallo, come in Francia, ritornarono le dinastie sconfitte da Napoleone.

– L'Italia fu considerata, soprattutto dal ministro austriaco Metternich, non una nazione ma «UN'ESPRESSIONE GEOGRAFICA» e fu divisa in diversi Stati, di fatto affidati al controllo austriaco; infatti gli Asburgo regnarono direttamente sul Lombardo-Veneto, ma, grazie ai rapporti di parentela, estendeva la sua influenza al Ducato di Parma (affidato a Maria Luisa d'Austria), al Ducato di Modena (Francesco IV d'Asburgo-Este), al Granducato di Toscana (agli Asburgo-Lorena). Inoltre un trattato segreto legava strettamente Ferdinando IV di Borbone, re delle Due Sicilie, all'Austria, che mantenne anche forze militari a Piacenza, Ferrara e Comacchio.

Fu un equilibrio instabile perché non teneva conto delle nazionalità degli Stati. Inoltre, attraverso un rigido sistema di alleanze, i vincitori di Napoleone si impegnarono a difendere con le armi l'ordine costituito ed a tutelare la legittimità delle monarchie assolute contro ogni spinta nazionalistica e liberale (SANTA ALLEANZA).