La natura è la protagonista delle opere più liriche di Giovanni Pascoli: Mirycae e i Canti di Castelvecchio. In entrambe queste raccolte è molto presente il tema dell’alternarsi delle stagioni, che simbolicamente allude all’alternarsi della vita e della morte.

Il motivo naturalistico infatti si innesta su quello dei lutti familiari e ne diviene simbolo. Nella descrizione dei particolari della natura, caricati di un valore simbolico, Pascoli impiega una tecnica che in pittura è definita “puntinistica”, vale a dire riporta nei suoi testi una serie non gerarchica di particolari oggettivi che rimandano a impressioni soggettive e che quindi non possono essere assemblati in una visione unitaria. Se a una prima lettura si potrebbero ricondurre le poesie di Pascoli alla tecnica del bozzetto naturalistico, a un più attento esame non sfugge che i particolari della natura sono impiegati sempre come rimandi a impressioni soggettive.

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