Il brano di Italo Calvino tratta di due sposi, Arturo ed Elide. Essi erano entrambi operai. Arturo faceva il turno di notte, fino alle sei della mattina. Poi in bicicletta o in tram, tornava a casa dove  preparava la colazione per la moglie Elide.
Lei si alzava ancora addormentata ed era imbarazzata per come si presentava: i capelli sul viso, gli occhi che non riuscivano a stare aperti.

In ogni caso, dopo l’impatto iniziale, gli sposi si abbracciavano e lei dopo aver osservato Arturo riusciva a comprendere le condizioni climatiche. Se lui era umido e freddo significava che fuori pioveva, o c’era nebbia.

Dopo la colazione Elide si spogliava e andava a lavarsi, poi veniva raggiunta dal marito che la imitava, per togliere tutta la sporcizia che aveva accumulato in officina.
Così facendo anche nella frenetica quotidianità venivano a crearsi dei momenti di intimità, seppur brevi, perché poi toccava a Elide andare a lavorare.

Arturo seguiva col pensiero la moglie, pensandola mentre saliva sul tram, o mentre giungeva a lavoro, poi andava a letto occupando prima la propria parte del letto e successivamente quella della moglie che era ancora calda.
Quando finalmente Elide tornava a casa trovava suo marito indaffarato nelle faccende quotidiane che svolgeva sempre in maniera distratta.

Elide preparava la cena e la merenda per Arturo, quest’ultimo infatti doveva subito tornare al lavoro.
Rimasta sola, Elide andava a dormire e si stendeva prima dalla sua parte del letto per poi rotolarsi nella parte del marito e si addormentava contenta perché il suo lato era più caldo di quello di Arturo, il che significava che la sua dolce metà aveva dormito dal “lato sbagliato”…