LA DELINQUENZA MINORILE: TEMA SVOLTO SULLA CRIMINALITÀ GIOVANILE

Fortunatamente, a livello di numeri, la situazione italiana riguardo la delinquenza minorile non è così eclatante come in altri Paesi europei, tra i quali la Germania possiede la maggiore percentuale di devianze tra i ragazzi adolescenti. Tuttavia nel nostro Paese esistono diverse categorie di minori che intraprendono strade violente. Soprattutto nel Sud, alcuni ragazzi s’inseriscono in gruppi criminali di natura mafiosa, i quali fanno i bulli con i coetanei compiendo piccoli crimini. I ragazzini stranieri immigrati in Italia con le proprie famiglie, in particolare nomadi, si danno al furto e allo spaccio di droghe.
Poi ci sono ragazzi che non vivono in contesti disagiati, ma in uno smisurato benessere privo però di valori positivi, che non possiedono il senso della famiglia, i quali compiono crimini molto gravi, tra i quali omicidi, torture nei confronti di altri ragazzi, violenze sessuali. Accanto a queste tipologie ci sono i fenomeni classici, come la violenza negli stadi e il bullismo nella scuola.
Le notizie che sconvolgono di più sono quelle relative ai ragazzi di buona famiglia, che nella maggior parte dei casi compiono crimini spaventosi. Ricordiamo infatti l’omicidio compiuto a Novi Ligure da Erika ed Omar, ormai protagonisti negativi della cronaca nera; oppure Emanuela, che a quindici anni uccide la madre perché non condivideva la relazione della figlia con un ragazzo più grande. Non si riesce a comprendere il motivo per il quale un giovane benestante possa arrivare a compiere un omicidio nei confronti di un familiare, e tutto ciò spaventa perché è molto più grave dei tanti scippi, furti, e fenomeni di bullismo. Il bullo o il ladruncolo desiderano solo un guadagno, materiale o relativo alla popolarità, mentre i delitti familiari sono velati dal mistero.
Sono in aumento giovani che soffrono di disagi psichici o dipendenza da sostanze stupefacenti, adolescenti che hanno problemi nel relazionarsi con gli altri e comunicare. Tutto ciò sfocia in violenza interpersonale e reati per acquistare la droga.
Uno dei tanti problemi a riguardo, è il fatto che spesso i minori sono consapevoli del reato commesso e sanno che non rischiano punizioni pesanti come quelle inflitte agli adulti. Infatti la giustizia è meno severa nei confronti dei minori e si basa più sulla rieducazione che sulla condanna. Molti piccoli delinquenti non hanno avuto una guida all’interno della famiglia, la quale non ha saputo insegnare loro i sani principi, facendoli vivere nel consumismo sfrenato e tra i vizi. Altri invece sono vissuti in ambienti degradati oppure essi stessi sono stati vittime di abusi e violenza. Dunque, la giustizia italiana affida la rieducazione di questi ragazzi deviati ad educatori e psicologi, che si sostituiscono ai genitori.
E’ facile recuperare un ladro, uno spacciatore, provenienti da ambienti poveri e degradati. Spiegando loro i buoni principi, conferendo una buona educazione, un’istruzione, dando loro un lavoro, essi potranno uscire da questa situazione e rientrare nella società da buoni cittadini. Chi però vive in un ambiente normale all’interno di una famiglia sana, e commette orribili omicidi, come può essere recuperato? In particolare, in molti casi l’omicidio compiuto non è la conseguenza di un raptus improvviso, ma il reato è premeditato ed eseguito con freddezza e lucidità. Gli stessi psicologi ed educatori che hanno il compito di rieducare questi piccoli criminali, non riescono a comprendere le reali motivazioni di queste orribili azioni, e rimangono in dubbio se effettivamente, una volta tornati nella società, torneranno ad essere un pericolo pubblico. Soprattutto perché questi ragazzi sanno che comportandosi bene nel carcere e divenendo detenuti modello, potrebbero trarre vantaggi o uscire prima di prigione. Quindi c’è il rischio che coloro che hanno il compito di rieducare, tra cui anche il criminologo, vengano presi in giro, poiché spesso si ritrovano davanti ragazzi furbi o esperti a mentire.
L’unico modo per poter recuperare questi piccoli criminali è renderli consapevoli del grave reato commesso e che devono avere la punizione che meritano, con tutte le limitazioni alla libertà personale previste, senza sconti. Infatti, se il piccolo criminale è sottoposto a una punizione troppo leggera, non comprenderà mai la gravità della sua azione. E una volta rientrato nella società, potrebbe ripetere ciò che ha fatto e convincere i suoi coetanei che ai minori tutto è permesso, poiché
non saranno mai sottoposti alle stesse condanne degli adulti. Bisogna invece incutere il senso di colpa, la consapevolezza di aver commesso un grave reato, e dare loro la giusta punizione e rieducazione nello stesso momento.

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