Caratteristiche del linguaggio petrarchesco: la voluta limitatezza del lessico che evita i termini troppo realistici o violentemente espressivi, i vocaboli rari e quelli dialettali; Semplicità delle strutture sintattiche nelle quali la coordinazione prevale sulla subordinazione e ricorrono frequentemente coppie e antitesi.

Questo tipo di lingua, proprio per la sua medietà, uniformità e armonia, ha fatto scuola, imponendosi come modello in situazioni culturali diverse e lontane nel tempo. La rappresentazione di Laura risulta più viva e terrena rispetto alle descrizioni nel Dolce Stil Novo dove i ritratti femminili rimangono inalterati.

Livello sintattico e lessicale

Dal punto di vista sintattico troviamo nel sonetto l'intreccio di tempi verbali che oscillano tra passato e presente, sottolineando il trascorrere del tempo e i mutamenti che esso porta con sé.

I tempi verbali adoperati sono 3: una serie di IMPERFETTI descrittivi collocati all'inizio dei versi, che hanno la funzione di proiettare nel passato e quindi nel ricordo la bellezza di Laura e che danno l'idea della continuità (erano, avolgea, ardea, avea, era, sonavan…); tre verbi al passato remoto che isolano all'interno della continuità del passato un evento unico e irripetibile: il primo incontro del poeta con la donna amata (arsi, fu, vidi…); due presenti (son, sana). Il primo verbo è rafforzato da “or”. Il valore della due forma verbali non è comunque uguale. La prima forma verbale viene utilizzata per mettere a fuoco lo scarto temporale piuttosto netta tra passato e presente e per sottolineare la fugacità della bellezza. Un presente atemporale con un carattere sentenzioso che intende esprimere la perennità dell'Amore del poeta.