Piaget basa  la sua teoria “pedagogica”  sugli stadi dello sviluppo mentale; questi stadi sono quattro e sono l’uno necessario a quello successivo; l’individuo matura esperienze che lo portano a passare allo stadio successivo, ciò avviene tramite assimilazione e accomodamento; la prima avviene in situazioni ottimali la seconda quando se si vivono situazioni particolari che non permettono l’adeguata espletazione dell’attività di assimilazione così ci si adatta. All’età di 11 anni si è già in presenza del pensiero logico, può dedurre, formulare ipotesi, sviluppare ragionamenti anche in astratto fino ad arrivare a realizzare elaborazioni logico-matematiche. Possiamo dire che vi è di fronte a noi un piccolo adulto, che diventerà tale dopo aver abbandonato il senso di onnipotenza proprio della preadolescenza e dell’adolescenza. Questo stadio (e anche gli altri), che corrisponde all’ultimo, deve essere seguito da un educatore per creare stimoli adeguati da assimilare; si è in presenza del pensiero logico deduttivo, della capacità di astrazione, della capacità di ragionare.