Il termine francese En plain air (all’aria aperta), fu utilizzato per indicare una pittura direttamente all’aperto e non più all’interno dell’atelier dell’artista.

Caratteri della pittura en plain air

Sono soprattutto i pittori impressionisti che utilizzeranno questo modo di dipingere che successivamente rivoluzionerà l’ arte. Per alcuni degli impressionisti importanti, come Claude Monet, è determinante dipingere en plain air, perché soltanto in questo modo, osservando le cose sotto la diretta luce naturale, si può arrivare a una resa adeguata e non convenzionale del modo reale così come effettivamente si vede. L’occhio del pittore funziona, come l’obiettivo fotografico: mira a un motivo, cioè a un soggetto naturale, molto spesso scelto per la complessità dei suoi effetti di luce e ombra, e si sforza di coglierne con la massima precisione i valori cromatici, per restituirli nel modo più puntuale sulla tela.

L’esperienza di questo tipo di pittura dimostra  agli artisti due cose: in natura non esistono i contorni, sono solo una convenzione rappresentativa, che trova nel disegno la sua principale espressione accademica; inoltre i colori delle cose si influenzano reciprocamente nelle parti in cui si trovano più vicini. L’applicazione di tali osservazioni si risolse in quadri molto confusi per chi era abituato a una pittura basata su un disegno che delimitava nettamente i colori distinguendoli bene gli uni dagli altri. Le ombre, inoltre, non erano ottenute, come da consuetudine accademica, aggiungendo nero, cioè attraverso il chiaroscuro, ma accostando colori di diverso valore tonale.