Racconto di fantascienza sui robot - Studentville

Racconto di fantascienza sui robot

Tema svolto come racconto di fantascienza con protagonisti dei robot, per la seconda media.

TRACCIA:

Scrivi un racconto di fantascienza ambientandolo su un pianeta lontano, abitato da robot simili all’uomo. Cerca di alternare sequenze descrittive, narrative e dialogiche. Il narratore deve essere interno alla vicenda.

SVOLGIMENTO:

Avevano raggiunto questo Pianeta già da una decina di anni ma ancora gli esseri umani non si erano ambientati completamente e i robot che lo abitavano continuavano a sottometterli al loro volere.
Avevamo mandato una spedizione di uomini per cercare di migliorare i rapporti con i robot che abitavano quel Pianeta, da troppo tempo grossi meteoriti che arrivano sulla Terra ci facevano sospettare che ce l’avevano con noi.
Ma i robot ci hanno riservato un’accoglienza inaspettata. Gli uomini che avevamo inviato sono stati subito fatti prigionieri e il nostro Re rapito.
Sarebbero potuti tornare sulla Terra immediatamente  ma i robot avevano sequestrato tutte le navicelle spaziali, alcune le avevano pure distrutte e noi dalla Terra non eravamo ancora riusciti a localizzare bene il luogo preciso in cui erano stati rinchiusi per andare a prenderli e salvarli.
Io ero il governatore generale e avevo mandato persino l’esercito su quel Pianeta ma non era mai tornato nessuno. Era arrivato il momento di occuparmi della cosa di persona. Dovevo salvare i miei uomini.
In più aspettavamo che fosse pronto il microchip che stavamo preparando. Lo volevamo regalare ai robot in cambio della libertà della nostra gente. Loro avrebbero potuto utilizzarlo come il cuore che a loro mancava.
Appena è stato ultimato sono partito.
“Re di tutti i robot” gli dissi una volta arrivato, “sono venuto qui per chiedere la liberazione dei miei uomini”.
Mi accolse però, solo una risata malefica.
“Non se ne parla proprio” mi rispose.
“Lei però non sa quello che sono venuto a proporle, mi faccia parlare” gli risposi.
“Avanti, sentiamo le sue ridicole trattative.”
“Sono venuto a portarle una cosa molto preziosa che abbiamo costruito in tutti questi anni con le nostre più importanti tecnologie e i nostri uomini più capaci. Si tratta di una cosa che voi non avete ma che potrebbe aiutarvi a vivere al meglio le vostre esistenze, potrebbe riempirvi la vita di emozioni”.
“Cosa sono le emozioni?” mi chiese il Re. In effetti io non avevo pensato che loro non sapessero neanche cosa fossero le emozioni allora dovevo cercare un modo per spiegargliele.
Per fortuna avevo portato con me le foto della mia famiglia, non me ne separo mai, e così mostrandogliele gli ho potuto spiegare cosa sono i sentimenti.
Gli ho parlato di mio figlio, di come mi rende orgoglioso di lui in ogni momento della sua vita, per ogni cosa che fa, di come rinuncio a tutto pur di passare il mio tempo con lui.
Gli ho mostrato la foto dei miei figli insieme e così gli ho potuto spiegare cosa vuol dire essere fratelli e poi gli ho parlato di mia moglie e gli ho detto che la amo ancora oggi come fosse la prima volta che la vedo.
“Anche io voglio provare queste cose che chiamate sentimenti”.
“Li potrai provare solo avendo un cuore, e io te ne posso regalare uno in cambio della libertà dei miei uomini. Poi ti prometto anche che te ne faremo avere tanti e tanti altri per tutta la tua gente”.
“Ci sto, del resto io potrò schiavizzare un altro popolo”.
“No, te lo darò solo a patto che tu tratti bene tutti i popoli dell’Universo.”
“D’accordo, voglio avere anche io una famiglia.”
E così tornammo sulla Terra tutti insieme, decisi a non mettere più piede su quello strano e pericoloso Pianeta.

 

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