Il Satyricon, generalmente annoverato nel genere romanzesco, racconta in prima persona le avventure di Encolpio, un giovane che compie un viaggio avventuroso in compagnia di un giovane di cui è innamorato, Gìtone. Assieme a Ascilto, compagno d’avventure e rivale d’amore, il protagonista vive di espedienti in una città campana della Magna Grecia. Uno degli episodi maggiormente significativi dell’opera è la cena offerta ai tre giovani dal ricchissimo liberto Trimalchione, caratterizzato linguisticamente in modo assai realistico. Dopo altre avventure cittadine, i tre si imbarcano e, scampati a un naufragio, giungono a Crotone, dove Encolpio, ormai impotente a causa di una vendetta del re Priapo, è vittima della beffa erotica di un’amante. Nel romanzo prevale la descrizione realistica di un mondo basso, popolato da studenti squattrinati, amanti opportunisti e avventurieri privi di scrupoli: rispetto a questa materia però Petronio riesce a mantenere sempre un certo distacco grazie alla tecnica dell’ironia. Tutte le avventure rispondono al gusto della comicità e in particolare del realismo comico: non ci sono filtri moralistici e lo stile è per lo più semplice, quello elevato è utilizzato  soprattutto a fini parodistici. La visione che traspare dall’opera è quella di un senso generale di incertezza e del dominio incontrastato della fortuna.