L’opera di Quintiliano che affronta il problema della decadenza dell’oratoria a lui contemporanea è il trattato in due libri intitolato De causis corruptae eloquentiae. In essa Quintiliano afferma che la crisi dell’oratoria è dovuta non tanto a fattori politici quanto all’abbandono dei grandi temi  della vita pubblica a favore di processi civili quali, cause di eredità, dissensi familiari, lasciti testamentari, e al carattere fittizio, irreale e fantastico dei contenuti che più che persuadere sono rivolti a stupire.