Shining (film 1980): trama, riassunto e commento - StudentVille

Shining (1980): riassunto e trama del film

Shining: trama, riassunto e significato del film di Stanley Kubrick tratto dal romanzo di Stephen King.

SHINING: IL RIASSUNTO E LA TRAMA DEL FILM

Da vero e proprio sperimentatore dei generi Stanley Kubrick decide nel 1980 di cimentarsi con l’horror, un ambito che ancora non aveva frequentato. Come sua abitudine il regista americano sceglie di adattare un romanzo e per questa sua sortita si affida a uno dei maestri riconosciuti del terrore letterario, Stephen King, il cui Shining era uscito appena tre anni prima. Nel progetto finiscono varie ossessioni di Kubrick, tra cui la sua estrema cerebralità, l’utilizzo nelle inquadrature della prospettiva a un punto (già vista in 2001 Odissea nello spazio), il tema della violenza insita in ogni uomo e la meticolosità delle riprese, per le quali venne praticamente inventata la steadycam, la macchina da presa mobile stabilizzata da un sistema di ammortizzatori che si può apprezzare nella scena del labirinto innevato.

SHINING DI STANLEY KUBRICK: TRAMA E SIGNIFICATO

Il film si apre con Jack Torrance e la sua famiglia formata dalla moglie Wendy e il figlio Danny che si dirigono verso l’Overlook Hotel, imponente struttura alberghiera totalmente isolata su una montagna, dove saranno i guardiani durante la chiusura. Danny, che ha dei poteri telepatici, viene avvertito dal cuoco Dick di stare attento all’albergo e in particolar modo alla stanza 237. I mesi passano, Jack è frustrato dai suoi tentativi falliti di scrivere il romanzo che ha in mente, mentre Wendy e Danny si sentono sempre più in ansia per la mancanza della linea telefonica provocata da una violenta nevicata. Jack inoltre esibisce comportamenti violenti, mentre iniziano a moltiplicarsi gli incontri con spiriti e fantasmi che affollano l’albergo e che tentano di convincere l’uomo a uccidere moglie e figlio.
Resosi conto del pericolo Danny contatta telepaticamente Dick, che gli promette di venirlo a salvare. Nel frattempo Jack è completamente impazzito e Wendy si ritrova costretta a colpirlo con una mazza da baseball e a rinchiuderlo in cucina quando questi si rifiuta di lasciare il posto. Aiutato dagli spiriti, cui giura di voler compiere il massacro, Jack si libera e inizia a inseguire i due, non prima di aver ucciso il sopraggiunto cuoco tendendogli un’imboscata. Nella fuga che ne segue Danny e Wendy riescono a far pendere le proprie tracce nel labirinto di siepi, completamente ricoperto dalla neve. Jack ormai ha perso qualsiasi istinto di sopravvivenza e mentre la coppia scappa, utilizzando lo spazzaneve di Dick, l’uomo muore congelato nella bufera. Nell’epilogo vediamo una fotografia datata 1921 in cui Jack sorride in mezzo agli ospiti dell’epoca, come a voler significare che l’uomo ha sempre fatto parte dell’Overlook pur senza saperlo.

SPIEGAZIONE E SIGNIFICATO DEL FILM SHINING DI KUBRICK

Sono tantissimi gli elementi che nel tempo sono diventati iconici, a partire dall’interpretazione di Jack Nicholson, mai più a questi livelli, passando per la colonna sonora (che usa brani di compositori di classica contemporanea come Ligeti, Penderecki e Bartok) e finendo con alcune scene ormai impresse nell’immaginario comune – le corse in triciclo di Danny, le gemelle, l’ascensore con il bagno di sangue, solo per fare qualche esempio. Nonostante il film sia stato poi valutato come un capolavoro del cinema e un caposaldo del genere horror le prime reazioni state un po’ fredde, proprio come è gelida la stessa pellicola, che crea senz’altro un senso di distanza. A disturbare i primi spettatori è poi la sensazione di non potersi fidare dei personaggi, tutti narratori inaffidabili, contribuendo alla confusione generale. Un’opinione particolare è poi quella dello stesso Stephen King. Il romanziere non ha mai fatto segreto della propria delusione per l’adattamento, di cui comunque ha sempre riconosciuto i meriti tecnici e artistici, sostenendo di aver fatto fatica a riconoscere temi e personaggi del proprio libro e lamentando una sfiducia eccessiva di Kubrick nei confronti del sovrannaturale.
Nel 1997 King ha addirittura supervisionato e scritto la sceneggiatura di una miniserie televisiva in tre puntate del tutto fedele al suo volume, tra l’altro ambientata proprio nell’hotel che gli aveva fornito l’ispirazione (e che invece era stato scartato per il film di Kubrick). Ma, per quanto più vicina all’originale, non si può dire che la qualità e la suggestione siano paragonabili a quelle dell’opera del regista.

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