Tesina: Scientifica[br] Di: Ilaria R. [br] Tipo Scuola: Liceo Classico [br][br] [b]Abstract:[/b] [br]Non c’è bisogno di sognare di essere Alice. Non c’è bisogno di seguire un coniglio bianco col panciotto per cadere in un mondo che metta a dura prova le nostre certezze e quelle del nostro sistema di ragionamento. Non serve ascoltare un simpatico discorso tra la Lepre Marzolina e il Cappellaio Matto all’ora del tè per aggrottare la fronte, roteare velocemente entrambe le pupille e tentare, dopo un intenso sospiro, di riprendere il filo del discorso che sembra essere scappato chissà dove. Il mondo di Alice è il nostro: anche le pareti della nostra realtà sono intinte di sfumature d’assurdo. Il paradosso è una costante della nostra vita. Cos’è un paradosso? Una smagliatura nella nostra conoscenza? Un infernale prodotto della nostra mente che si diverte a mettere in discussione la realtà, o ciò che “crediamo” tale? E’ un lusso per le persone con elevato senso umoristico e che si limitano a divertirsi con questi “giochi”, o un antico, ma altrettanto sofisticato, “navigatore satellitare” che ci consiglia con poca invadenza quale strada percorrere per migliorare i nostri strumenti di analisi del mondo? Un mero esercizio per vivacizzare l’intelletto o un monito degli déi (come scrive Wittgenstein nelle Osservazioni sopra i fondamenti della matematica) perché si agisca senza riflettere? I paradossi sono definiti da Odifreddi come “gli argomenti che imbarazzano il pensiero, sorprendenti perché poco probabili, ma molto credibili, oppure molto probabili, ma poco credibili”. Il nostro pensiero ne è imbarazzato, eppure ne è segretamente attratto: così, per seguire quel filo che sfugge, si sale, poi si scende, ma ci si ritrova stranamente prima più giù e poi più su. Altre volte, pur salendo e scendendo vari scalini, ci si ritrova inaspettatamente al punto di partenza, come se i gradini fossero quelli dell’opera di Escher “Salita e discesa”.Questo è il fenomeno che Douglas R. Hofstadter in “Gödel, Escher, Bach: un’Eterna Ghirlanda Brillante” definisce Strano Anello. Gödel ne scoprì uno persino nella matematica e cosa più intrigante, sembra essere proprio la traduzione in termini matematici di uno dei più antichi paradossi filosofici: il paradosso di Epimenide o del mentitore. Questi strani anelli quindi, o paradossi, sembrano essere dappertutto e soprattutto accompagnano da sempre gli uomini! Alcuni, come Russell, hanno tentato di estromettere questa invadente presenza che si nasconde bene per poi far capolino nei momenti meno opportuni.