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  • Scritto da: Redazione StudentVille.it

Alice nel paese... della follia!

Ritorno alla favola dark
Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie rappresenta una delle opere letterarie più belle e affascinanti di sempre. La favola firmata dalla penna di Lewis Carrol nel lontano 1865, è stata fonte di ispirazione narrativa e cinematografica: dal film di Walt Disney al bartoniano Alice in Wonderland. L’origine di tanto successo lo si può riscontrare nella figura stessa della piccola protagonista, Alice. Il suo fantastico viaggio nel paese della meraviglie è reale? O frutto della sua oltremodo vivida immaginazione o della sua follia interiore? Il mondo videoludico non poteva fare a meno di lasciarsi sfuggire l’occasione di ricreare il viaggio della protagonista, tra conigli parlanti e carte da poker animate. Nel lontano 2000 fece capolino su Pc American McGee Alce, una rivisitazione dark e allucinante delle vicende di Alice. La piccola sognatrice delle fiabe lasciava il posto ad un’aspirante suicida rinchiusa in un manicomio di massima sicurezza, traumatizzata dalla morte dei suoi genitori e da visioni cosi violente da sembrare reali. Dopo quasi undici anni di silenzio, una nuova casa di videogiochi a Shangai (la Spicy Horse), McGee è tornato ad occuparsi della sua prediletta eroina, attraverso una nuova avventura in terza persona ricca di atmosfera e fascino.

Il viaggio continua
Le vicende di questo seguito si svolgono diversi anni dopo i titoli di coda del capitolo originale. Alice è cresciuta, e non solo sulla propria carta di identità. Le esperienze traumatiche vissute da bambina, come l’essere prematuramente orfana e la crudeltà della Regina di Cuori nei suoi confronti, l’hanno resa più forte, più determinata, e irrimediabilmente più violenta. Ma la tranquillità ha i giorni contati, perché l’inizio di misteriosi visioni suggerisce che il Paese delle Meraviglie e di nuovo in pericolo, e la presenza della protagonista è indispensabile per la salvezza del regno. La storia inizierà tra le strade di Londra, per poi catapultarsi nell’allucinante universo che la protagonista conosce bene, per non parlare dei mondi immaginari creati dalla mente di Alice, che costituiranno veri e propri livelli ricchi di storia. Le notizie intorno alla trama si fermano qui: ci auguriamo una sceneggiatura ricca di mistero e concentrata sulla fragilità emotiva di Alice e sui suoi incubi peggiori. Sarebbe inoltre gradito il ritorno di personaggi indimenticabili come il cappellaio matto e il leprotto bisestile, e magari l’ingresso di nuovi protagonisti intriganti quanto folli, indispensabili per rendere questo seguito all’altezza delle aspettative.

Mondi immaginari
Madness Returns si può tranquillamente definire un titolo “diverso” già dalla poche schermate rilasciate dai programmatori. Tanto per cominciare, lo stile unico e ricercato, che trasuda in ogni singola ambientazione, richiama alla mente pellicole anni ’80 come Legend o Labirynth. Non è un caso che i programmatori si siano ispirati alle opere del celebre artista Zdzisław Beksiński per la realizzazione di questo titolo. Mondi perduti in costante e progressivo decadimento, rovine fatiscenti nascoste da una folta e lussureggiante vegetazione, abbellita da statue giganti che raffigurano bambine che piangono o mostri raccapriccianti. L’atmosfera generale che si respira è quella tipica del fantasy, solo arricchita da una dose massiccia di puro stile dark. La stessa protagonista vanta la bellezza sciupata e il look fuori tempo tipici delle eroine di Tim Barton. Con un grembiule ornato da un teschio e un coltello in mano, la protagonista inquieta quanto gli unici nemici mostrati fino ad ora: le carte da poker, schiave della regina di cuori. Il design è deliziosamente spaventoso, grazie al sangue che imbratta quasi completamente i modelli poligonali, ma soprattutto alle teste a forma di teschio, che le rendono minacciose. Il poco che si è vista lascia presagire scenari indimenticabili quanto pericolosi, e nemici usciti dal cilindro di una mente contorta. Non resta che attendere il rilascio di qualche video in game o magari una demo dimostrativa.

L’unica regola certa è che non ci saranno regole
Queste parole di McGee lasciano intendere chiaramente l’impossibilità di catalogare questo gioco. Quello che sbrigativamente potremmo definire un action/ adventure in terza persona, vanterà giochi diversi nel gioco stesso, un po’ come nelle scatole cinesi. Alice sarà in grado di camminare correre e saltare in lungo e in largo per le ambientazioni. I livelli di gioco inizieranno seguendo una procedura piuttosto lineare, per poi dare libero sfogo a spazi completamente aperti e quasi totalmente esplorabili. Se una parte del gioco sarà incentrata sull’ esplorazione, altre ancora costringeranno la protagonista a destreggiarsi nel combattimento e nelle fasi platform, momenti questi che si alterneranno senza preavviso, lasciando il giocatore senza certezze e senza la convinzione che un unico stile di gioco sia la costante universale per arrivare ai titoli di coda. Le stesse armi mostrate, come il coltello, l’alabarda e addirittura un curioso tritapepe, vanteranno stili diversi di combattimento e tattiche differenti necessarie per differenti tipologie di nemici. Sembra inoltre che sarà presente un sistema di potenziamento, sia delle armi che della protagonista. Nulla si sa ancora su una eventuale quanto poco probabile modalità multiplayer e/o on line.

Conclusioni
Il talento di American McGee è indiscutibile, e il primo capitolo di Alice si conferma come prova lampante. Madness Returns, grazie al suo stile cosi dannatamente diverso, ha potenzialmente tutte le carte in regola per portare qualcosa di nuovo in un genere intasato da titoli più o meno uguali tra loro. La cura nello stile tra il gotico e il dark e i diversi approcci nel gameplay, sembrano piuttosto convincenti quanto l’affascinante figura della protagonista e la follia dei nemici e dei personaggi secondari. Purtroppo la scarsità di notizie e la povertà di materiale rilasciato non ci da la certezza sulla qualità effettiva del prodotto, ma l’indubbio fascino rende questo gioco uno dei titoli promessi per il 2011 da tenere d’occhio ad ogni costo.

Marco Delle Fave

In collaborazione con Cyberludus.com

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