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  • Scritto da: Redazione StudentVille.it

Aya Brea, bionda dalle pistole fumanti

C’era una volta una piccola console grigia, di nome Playstation, proveniente da una terra lontana (ahinoi oggi in grave difficoltà, al popolo nipponico tutta la nostra solidarietà. Ndr) chiamata Giappone. E in questa terra lontana fu pubblicata quasi tre lustri fa una piccola perla dell’intrattenimento videoludico: “Parasite Eve”. Era la storia, raccontata dall’allora Squaresoft, di una giovane, bionda e avvenente figliola di nome Aya Brea, impegnata a combattere la minaccia causata dai mitocondri impazziti negli esseri viventi (esatto, qui piccoli organuli presenti anche nelle vostre cellule). Il gioco era un RPG sapientemente mascherato da TPS, e il risultato era qualcosa di indubbiamente unico e altamente appagante. Il successo fu tale che pochi anni dopo arrivò l’immancabile sequel, “Parasite Eve II”, giunto anche nel Vecchio Continente per la gioia degli appassionati e non solo. Da allora (correva l’anno 1998) si attendeva il ritorno dell’avvenente agente Brea sulle nostre console, e quel momento è finalmente giunto. In esclusiva PSP, ladies and gentlemen… “The 3rd Birthday”, terza incarnazione della serie, sempre targata Square-Enix

 
Let it snow (x3)
Ahhhh, il Natale…. E’ il 24 dicembre e la città di New York è come sempre ricca di luci e gente, incuranti della neve che avvolge le strade e i palazzi e che continua a cadere. In barba alla pace natalizia, ecco che al fianco della Statua della Libertà emerge un tentacolo gigantesco, dall’aspetto ben poco ordinario, subito seguito da altri simili, che iniziano a mietere vittime per la città. La cosa non passa inosservata al M.I.S.T., il corpo speciale dell’FBI esperto in materia, e così l’anima della nostra prode agente Aya Brea (esatto, solo l’anima), sprezzante del periglio e delle intemperie, viene mandata sul luogo del misfatto. E il panorama non è confortante: la città è in mano ai Twisted, strane e deformi creature dalla spiccata attitudine omicida. Tutto questo corposo preambolo è ovviamente narrato attraverso il marchio di fabbrica delle produzioni Square, ovvero quegli FMV sempre di ottima qualità che non mancano ogni volta di spalancare più di una bocca in segno di stupore. Ma ciò che ci interessa è l’azione, ed ecco che in men che non si dica ci ritroviamo belli armati e carichi per la pugna. Il primo impatto è straniante: niente turni, nulla che ricordi un qualsivoglia RPG, lo stile è quello del TPS à la “Gears of War”, con tanto di coperture dietro cui potersi accovacciare. Oh voi, puristi che state già storcendo il naso, non disperate: non sarà il “Parasite Eve” a cui siete abituati, ma vi assicuriamo che non è meno divertente nella maniera più assoluta. Forte anche della varietà dell’arsenale e della buona fattura del gameplay, anche se portato in un genere a cui la serie originale non appartiene, “The 3rd Birthday” è comunque totalmente godibile. Non crediate però che sia un normale sparatutto, perché un paio di trovate rendono il tutto più saporito come un gioco Square dovrebbe sempre essere…
 
 
Game overdrive
Prima chicca: non saremo soli a combattere. Cosa pensavate, che New York stesse a guardare mentre i Twisted la mettevano a ferro e fuoco? Ecco allora che in giro per gli scenari incontreremo altri soldati intenti a contrastare la minaccia a colpi di proiettili. Nostro compito supportarli e anche salvarli in caso di bisogno, aspetto che influirà anche sulla valutazione finale delle nostre missioni. Ma i prodi soldati non solo necessitano di aiuto, ma possono anche darlo in due modi. Il primo, puntando abbastanza a lungo un nemico col nostro mirino potremo chiamare un attacco concentrato di tutti i presenti, per poter aumentare il volume di fuoco sul bersaglio per un breve periodo di tempo. Il secondo è anche la seconda chicca, nonché l’elemento più particolare di tutto il gioco: l’overdrive. No, non è il momento in cui la vostra PSP sta per esplodere. Si tratta della possibilità di mirare un alleato e, premendo l’apposito pulsante, trasferire la nostra anima al suo posto, ereditandone vita, munizioni e posizione nello scenario. Oltre che essere un modo a dir poco singolare per poter guarire e ricaricare le armi di Aya, l’overdrive aggiunge un minimo di spessore tattico alla battaglia. Come? Semplice: se il nemico vi punta, un tocco di overdrive ed ecco che potremo affiancarlo o addirittura spuntargli da dietro. Ma non finisce qui, il potere di Aya ha altre due declinazioni. La prima è l’Overdrive Attack, che ci permetterà di attaccare il nemico dall’interno, infliggendogli una serissima quantità di danni. L’altro è il Liberation: al momento consono, Aya può liberare la sua personalissima versione del Devil Trigger di Dantesca memoria (non il poeta, quello tamarro) e iniziare a seminare morte all’invasore con una cadenza di fuoco aumentata, la velocità e la rigenerazione raddoppiate e anche qualche colpo a base di energia che ci sta sempre bene.
 
 
Un buon non compleanno
“The 3rd Birthday” è l’ennesima riprova del fatto che negli ultimi mesi Square – Enix con le mani in mano proprio non ci sa stare. Nell’ottica della via dell’esplorazione dei generi intrapresa dalla casa nipponica ultimamente, il gioco è quasi il reboot della storica serie “Parasite Eve”, portata nel contesto degli shooter, il quale non è mai stato il suo luogo di nascita. La domanda è: funziona? La risposta è doppia. Se siete fan duri e puri dell’agente Brea e delle sue vetuste avventure, storcerete il naso di fronte al nuovo stile, anche se apprezzerete comunque la realizzazione tecnica, che si assesta su standard medio alti. Se invece per voi è la prima volta, o meglio ancora conoscete i predecessori ma siete ben disposti al cambiamento, allora “The 3rd Birthday” vi potrà dare diverse soddisfazioni, in quanto si dimostra un gioco veramente solido al di là del nome che (non) porta. Che aspettate allora? Buon (terzo) compleanno!

Marco Caputo

In collaborazione con Cyberludus.com

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