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  • Scritto da: Redazione StudentVille.it

Dante diventa un gioco…Infernale!

Discesa verso l’Inferno
Si è fatto subito notare grazie alle ambientazioni ispirate e terrificanti, oltre che alla fin troppo criticata somiglianza con la serie  God of War. Eppure Dante’s Inferno rappresenta uno dei titoli più attesi di inizio 2010 (uscirà il 12 febbraio). Sviluppato dalle sapienti mani di Visceral Games (autori del notevole Dead Space), questo action mescola esplorazione a combattimenti all’insegna del sangue e dell’oscurità.

Snaturando La Divina Commedia di Dante Alighieri, EA trasporta i videogiocatori nei nove gironi dell’Inferno, in cui solo la morte rappresenta l’unica via per intravedere la salvezza del protagonista e della sua compagna. Attraverso la demo rilasciata dai programmatori, abbiamo fatto un quadro generale sulle potenzialità di questo promettente titolo, nella sua versione Playstation 3, in attesa delle recensione in arrivo a breve su queste pagine. Seguiteci in questo viaggio lungo sentieri di fuoco e fiamme.

La Divina Tragedia
Lasciando le vesti di sommo poeta, Dante è ora un temibile e ambizioso crociato al servizio di Dio e della Chiesa. Ma è quella stessa Chiesa ad ingannare il protagonista, responsabile della morte di centinaia di vittime, e non tutte colpevoli. Di ritorno a casa, ad attenderlo vi è un fato crudele; il corpo della sua amata Beatrice giace esamine davanti a lui, mentre l’anima, rapita da Satana in persona, si trova tra le fiamme dell’Inferno. Ingannato e derubato di tutto, a Dante non resta che il tentativo disperato di salvare la sua donna dalla dannazione eterna, attraverso un viaggio ultraterreno e denso di pericoli e abomini.
Scegliere uno dei poemi letterali più famosi al mondo come fonte di ispirazione per un videogioco, rappresenta una scelta ardua, oltre che insolita, ma non per questo inadatta. Soltanto con l’arrivo del gioco nei negozi si potrà valutare se si tratta di un’idea vincente o solo un pretesto per dare libero sfogo alle abilità del protagonista nell’affettare anime dannate e mostri biblici.

Visioni senza speranza
Tecnicamente il titolo EA, pur non gridando al miracolo per la cura nei dettagli, si difende piuttosto bene nel mare magnum degli action/adventure di questa generazione. Anzitutto va segnalata l’impossibilità di spostare la visuale manualmente: proprio come nei giochi dedicati a Kratos, la telecamera si muoverà automaticamente alla ricerca della migliore visione di insieme. Va detto con piacere che durante la prova non sono stati riscontrati problemi, nemmeno nelle fasi più concitate.
Gli scenari vantano scorci terreni, come tramonti sulle rive dei porti e campagne fiorentine rigogliose, per poi lasciare subito spazio a scoscese rupi rocciose che troneggiano su fiumi di lava bollente e rovine fatiscenti. L’atmosfera che si respira giocando è assolutamente cupa e disturbante.
Lungo il cammino, oltre ai nemici pronti ad assalirlo, Dante si imbatterà nelle anime dannate che urlano e si dimenano nella loro pietosa condizione di sofferenza eterna. Non a caso le palette di colori vantano tinte calde come il rosso e il porpora, per poi passare al grigio fumo, per aumentare la sensazione di trovarsi in un crescendo di fuoco e cenere, dove la luce è solo un ricordo perduto. Il modello poligonale di Dante è ben disegnato e ricco di dettagli, come la croce sul petto cucita sulla sua stessa carne. Degno di nota il design dei mostri e delle creature, che variano da semplici cadaveri riportati in vita, a crudeli arpie, fino ai giganteschi boss e mini boss di fine livello, cosi grotteschi e imponenti che alcuni di essi comprenderanno intere sezioni di uno stesso livello. La fluidità generale si mantiene su livelli alti e lo stesso vale per la stabilità del frame rate. Un plauso va fatto alle pregevoli cut-scenes, che vantano sia filmati in CG, che sequenze realizzate come veri e proprio fumetti. Troppo presto ancora per valutare colonna sonora e doppiaggio.

Verso la beatitudine o la dannazione
Le somiglianze con God of War rendono il gameplay di Dante’s Inferno non solo semplice ed immediato, ma anche dannatamente familiare. Come il Fantasma di Sparta, anche l’eroe fiorentino corre e salta tra una piattaforma ed una scalata con agilità invidiabile. I primi minuti della demo sono utilissimi per far pratica con il sistema di controllo, che prevede un attacco leggero, uno pesante e le conseguenti sequenze di combo devastanti, che faranno dei malcapitati nemici carne da macello. Con lo stick analogico destro si schiva verso la direzione richiesta dal giocatore. Una volta recuperata la Falce della Morte, i combattimenti saranno ancora più cinematografici, grazie alle ormai inflazionate sequenze Quick Time Event, per avere la meglio sui nemici più coriacei e l’utilizzo delle magie, come la Croce di Beatrice, (utilissima contro gli attacchi delle arpie o dei mostri lontani dal raggio di azione). Inoltre il protagonista, durante i duelli con i boss e con i nemici più ostici, dovrà decidere se perdonarli o condannarli. A seconda della scelta, saranno le abilità di Dante a salire. Se ad esempio il giocatore sceglierà di risparmiare le anime, i poteri della Croce saliranno di livello, in caso contrario sarà la Falce della Morte a sviluppare nuove funzionalità da sfruttare durante la discesa negli Inferi.
In collaborazione con Cyberludus.com

 

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