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  • Scritto da: Redazione StudentVille.it

Saw, il gioco. Paura eh?...

È innegabile il fascino e l'originalità di cui le pellicole della serie cinematografica targata Lionsgate possano vantarsi. Gli ingredienti per un inquietante thriller psicologico ci sono tutti: c'è tanta violenza perversa, ci sono tante vittime disperate, e c'è uno psicopatico che non ha niente di meglio da fare che disseminare trappole a destra e a manca in edifici abbandonati. E, a prescindere dalla qualità delle singole pellicole, è allo stesso modo innegabile la maestria con la quale tutti questi elementi siano stati messi insieme al fine di ricreare un'atmosfera disturbante e psicologicamente pressante, dando alla serie di Saw carisma ineguagliabile o quantomeno unico. E, in un certo senso, potremmo dire lo stesso dell'omonimo videogioco, tanto più che gli elementi distintivi delle varie produzioni hollywoodiane ci sono davvero tutti. Per l'appunto, però, il problema sta nel metterli insieme.

Un'allegra gita in manicomio
 
Non si può dire che Saw cominci nel più spensierato dei modi: Jigsaw ha catturato il detective David Tapp, e ha pensato bene di infilarlo in un ex-manicomio colmo di trappole e di insidie. Nei suoi panni, il nostro scopo sarà quello di scappare dalla struttura, nell'unico modo a noi consentito: giocare secondo le regole del nostro aguzzino. Dovremo quindi risolvere gli enigmi che avrà preparato per noi, essere cauti a non incappare in tutti i tranelli che potrebbero costarci un po di più che un semplice “ops”, e allo stesso tempo dar voce al nostro codice morale e cercare di salvare altri poveri disperati caduti tra le grinfie di Jigsaw. Gli stessi, tra l'altro, che cercheranno di farci a pezzetti senza troppi complimenti, dal momento che nascosta nel nostro corpo vi sarà l'unica chiave per uscire dal suddetto manicomio.

Parlando più nello specifico, ci sarà chiesto di risolvere enigmi a base di combinazioni, giocare con pannelli dell'elettricità o recuperare chiavi e altri oggetti fondamentali per proseguire. Per farlo sarà necessario fare appello alla nostra cautela e al nostro cervello (se ne abbiamo uno), scassinando serrature qua e ammazzando qualche tossicodipendente là, tenendo bene a mente le istruzioni di Jigsaw, che in più di un'occasione non esiterà a dispensare consigli spassionati, giusto per non rendere inutili tutte le innumerevoli trappole da lui piazzate a causa di una nostra prematura dipartita.

Tutte le sequenze di gioco che richiederanno la nostra effettiva abilità con mouse e tastiera (o joypad) si ridurranno sostanzialmente alla pressione di determinati tasti in momenti specifici (i cosiddetti Quick Time Event), o ancora a rotazioni particolari degli assi analogici. Allo stesso modo i combattimenti, caratterizzati da una struttura piuttosto elementare, consisteranno nell'alternare il tasto di parata a quello di attacco. E non sarebbe neanche un problema, per un gioco che non fa dell'azione il proprio cavallo di battaglia, se tutto non fosse reso così dannatamente frustrante e inspiegabilmente complesso dal sistema di controllo, che nel migliore dei casi risulta piuttosto impreciso, quando non completamente deficitario: alle volte ci è persino capitato che Tapp non rispondesse più ai comandi! Fortunatamente, però, sarà facile farci l'abitudine e difficile prestarci troppa attenzione, in quanto i livelli saranno basati principalmente sulla risoluzione di enigmi e sull'esplorazione. Esplorazione che, senza mezzi termini, è praticamente un elemento assente in Saw, per quanto fondamentale. L'intero percorso che ci sarà chiesto di compiere sino all'uscita, infatti, è paragonabile a un lungo e serpeggiante corridoio arricchito da stanze laterali e qualche deviazione non eccessivamente significativa. In sostanza, se avremo bisogno di un oggetto, le possibili soluzioni saranno sempre e solo due: proseguire o tornare sui nostri passi, nel caso sia sfuggito alla nostra vista. Questo problema, che affligge l'intera esperienza di gioco, è rovinosamente dannoso per l'atmosfera, che di fatto manca totalmente del 'fattore disorientante' che la faceva da padrone nelle pellicole. Se a questo si aggiunge il fatto che la pletora di tranelli e di situazioni affrontate non sarà altro che una trasposizione digitale di quanto già visto e ampiamente rappresentato nei sei film fin'ora usciti, Saw rischia di diventare terribilmente poco allettante (se non addirittura noioso) per gli appassionati della serie.

Tuttavia, per quanto l'originalità non sia il punto forte del gioco, è piacevole, per una volta, ritrovarsi a 'vivere' le varie situazioni, anziché limitarsi a guardarle. Purtroppo però, la differenza tra le due cose è così sottile, nel gioco di Zombie Studios, che la tensione riscontrata durante le partite si attesterà sempre su livelli minimi. Ciò è causato dall'eccessivo numero di checkpoint e dal fatto che al giocatore non è richiesto di fare praticamente nulla per mettere al sicuro i propri progressi, riducendo il tutto a un'allegra gita in manicomio, dal momento che in caso di morte riprenderemo a giocare giusto da qualche passo più indietro.
 
Conclusioni
 
Saw è un survival horror dalla struttura piuttosto semplice, e fa della licenza il proprio cavallo di battaglia. Vanta di un game design non particolarmente ispirato e neanche troppo articolato, che però sa regalare qualche soddisfazione. L'atmosfera, per quanto minata da alcune scelte non particolarmente azzeccate, è abbastanza fedele a quella dei film, anche se difficilmente offrirà qualcosa di nuovo per gli appassionati. È un gioco che, almeno dagli amanti della serie, può essere considerato tanto un must-buy quanto un gioco come un altro, data una generica mancanza di mordente che lo affligge. Non sarà una grande sfida per chi è cresciuto a pane, nutella e Silent Hill, ma chi si è chiesto come sarebbe stato un videogioco basato sulle imprese dello psicopatico Jigsaw finalmente troverà risposta. Saw non è un brutto gioco, e in certi momenti riesce anche a catturare il giocatore, ma, più semplicemente, non ha nulla di nuovo da offrire. In effetti, è molto più rovinato dal sistema di controllo, che non dal concept di gioco in sé e per sé. Se pretendete il terrore psicologico definitivo, farete meglio a cercare altrove.

In collaborazione con Cyberludus.com

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