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  • Scritto da: Redazione StudentVille.it

Speciale - Tutto sul Nintendo 3DS

La nuova console portatile che porta la firma della grande N, il Nintendo 3DS, è stata immessa sul mercato mondiale già da alcune settimane. L’impatto è stato emozionante come volevano le attese, nonostante tutti i problemi di immensa natura che hanno colpito la nazione e il popolo giapponese in quest’ultimo periodo. Dopo aver analizzato a lungo le caratteristiche e le nuove potenzialità di questa console è giunto il tempo di tirare le somme: vale davvero la pena di acquistare, ora, un Nintendo 3DS? Forse è meglio attendere un po’? E quali effettive migliorie sono state apportate dalle precedenti versioni?

Caratteristiche dello schermo e potenzialità grafiche
Fin dalla prima accensione si può notare una pulizia della risoluzione grafica assente in qualsiasi modello precedente, un vero toccasana dopo le texture sgranate dovute agli schermi fuori misura del DSi XL: sono disponibili ancora cinque livelli diversi di luminosità, uniti a una comoda modalità a basso consumo per risparmiare la potenza della propria batteria. Lo schermo superiore è coperto da un piccolo vetro di plastica, come nel primo modello di DS, ma con meno aperture sui lati, per evitare in ogni modo che briciole e polvere possano entrarvi; nello schermo a tocco, quello inferiore, non è presente alcuna protezione particolare, motivo per il quale è estremamente consigliato l’acquisto di una pellicola protettiva. Stando bene attenti, inoltre, si nota che, alla chiusura della console, la cornice dello schermo inferiore tocca contro la parete dello schermo superiore, lasciando alcuni segni poco gradevoli: meglio non buttare via le pellicole di protezione se volete tenere la vostra console sempre al massimo della forma. Lo schermo superiore ospita la nuova funzione 3D, attivabile grazie a uno slider che permette di regolarne l’intensità: nonostante tutte le malignità che hanno preceduto il rilascio del sistema, l’effetto tridimensionale è eccellente e non causa nessun tipo particolare di fastidio agli occhi, specie in vista del fatto che già impostando lo slider in una posizione intermedia si può ottenere un effetto evidente, nitido e privo di fastidiose esagerazioni. Purtroppo, a causa del particolare espediente utilizzato, è possibile sfruttare al meglio l’effetto tridimensionale solo con lo sguardo rivolto precisamente e verso il centro dello schermo della console. Già dalla prima accensione del sistema si possono notare tutte le migliorie legate al mero aspetto grafico: insomma, non si tratta di un semplice Nintendo DS con l’aggiunta della terza dimensione, ma di una macchina che è capace di una resa visuale vicina a quella di un Nintendo Wii ben sfruttato, se non addirittura di poco superiore (e l’eccellente port di “Super Street Fighter IV”, lasciato praticamente intatto nel passaggio dal salotto alla ‘strada’, ne è un esempio lampante). Il menù Home richiama sia il menù di sistema di Nintendo Wii sia quello più recente apparso su DSi, solo con una migliore navigabilità dovuta a una eccellente disposizione dei contenuti: nello schermo inferiore sono presenti i vari tasti legati alle possibili applicazioni da avviare, sullo schermo superiore viene presentata una piccola animazione in tre dimensioni che funge da gustosa anteprima per l’azione che stiamo per compiere.
 
Sonoro e sistema di controllo: non tutto va per il meglio
C’è da rimanere sorpresi di fronte al meraviglioso potenziale delle piccole casse installate nello schermo superiore del Nintendo 3DS: il suono esce molto forte, perfettamente chiaro al punto da poter distinguere chiaramente gli effetti di surround senza il bisogno di utilizzare delle cuffie (il vano per il jack è comunque disponibile, sotto lo schermo inferiore, nella parte bassa della console). Spesso e volentieri questo offre la possibilità di un coinvolgimento immersivo ancora migliore rispetto all’uso di auricolari: un paio di cuffie comporta, comunque, un isolamento, una sorta di chiusura che finisce per frenare non tanto la condivisione dell’audio con gli altri, forse poco interessati, astanti quanto piuttosto l’idea di essere all’interno del mondo di gioco, circondati da dei rumori rinchiusi all’interno di piccolo cavo biforcuto. Il sistema di controllo è stato, a suo modo, ampliato, con l’aggiunta di uno stick analogico, assolutamente inedito su una console Nintendo: analizzando i comandi nel loro insieme, tuttavia, si nota che questo analogico è più di una semplice scelta… La croce direzionale, che nulla a che vedere con la precisa croce dei sistemi precedenti ma che richiama, maggiormente, quella presente sul GameBoy Micro, è sistemata troppo in basso rispetto allo schermo, causando una fastidiosa scomodità, che poco si sposa con una sua insospettabile durezza. Lo stesso si può dire dei tasti, posti all’altezza dello stick analogico, che risultano forse un po’ troppo duri da premere rispetto a quelli di una normale console portatile: la loro maggiore resistenza alla pressione è molto più vicina ai tasti del gamepad di una console casalinga e questo, purtroppo, non si sposa con l’idea stessa di una console portatile, nella quale i tasti dovrebbero richiedere solo una pressione leggera.
 
Le sorprese della retrocompatbilità
Come era già stato annunciato durante la conferenza di presentazione di Amsterdam, il Nintendo 3DS non è compatibile con nessuna cartuccia non PAL: tutto quello che viene rilasciato fuori dall’Europa, compresi tutti i titoli eccellenti che, probabilmente, non usciranno mai dal Giappone, non potranno mai essere esperiti sugli schermi nostrani senza l’obbligo di acquistare una console nipponica. Fortunatamente, l’eccellente emulazione Nintendo DS ignora questo problema, bypassandolo e permettendoci di giocare su 3DS anche titoli provenienti dall’estero. Inoltre, restano disponibili le funzioni Download DS per il collegamento tra cartucce del vecchio sistema e lo stick analogico è completamente compatibile, con grande sorpresa, anche con i giochi della vecchia generazione portatile. Ovviamente questo introduce una serie di comodità ai vecchi titoli, legate ad una inedita precisione dei controlli (ovviamente lo stick registrerà comunque solo otto direzioni ma risulterà ben più comodo di ogni precedente pad). Unico neo dell’emulazione Nintendo DS è un leggero effetto di sfocatura nell’immagine di gioco, sul quale si può sorvolare dopo pochissimo tempo e che non mina l’esperienza in nessuna maniera; anzi, il meraviglioso schermo del Nintendo 3DS è la soluzione ideale per chi deve sostituire il primo modello della console portatile Nintendo.
 
 
Le applicazioni e l’interazione: tante offerte già dalla prima accensione!
Il Nintendo 3DS è arrivato sui nostri scaffali con incluse alcune piccole applicazioni e alcunicolari particolari oggetti. La scatola contiene un caricabatterie, un insieme di manuale, un codice per il club Nintendo e un piccolo mazzo di carte, le carte RA (Realtà Aumentata). Si tratta di sei semplici carte raffiguranti una scatola con punto interrogativo, Mario, Link, Kirby, Samus e dei Pikmin: è possibile utilizzare queste carte nell’applicazione “Realtà Aumentata”, sbloccando una serie di minigiochi e divertenti passatempi, o in compatibilità con alcuni particolari titoli, come “Nintendogs + Cats”; basta inquadrare le carte con l’obiettivo della fotocamera del 3DS per sprigionare le loro potenzialità nascoste. “Caccia alla faccia” è un’altra delle applicazioni pre-installate: si tratta di uno sparatutto tridimensionale che sfrutta il sensore di movimento posto all’interno della console; il giocatore deve inseguire delle facce, sue o di amici, fotografate a inizio partita, e colpirle con delle sfere gialle fino al raggiungimento del boss finale. Sono inoltre presenti uno studio sonoro di registrazione, per registrare e modificare piccole tracce audio, e la modalità ‘fotocamera’, che permette di scattare foto interne bidimensionali o esterne a tre o due dimensioni: l’effetto 3D è molto intrigante, ma l’unico problema risiede nell’effettiva qualità degli obiettivi; purtroppo, qualsiasi cellulare relativamente recente può scattare foto migliori di quelle che possono essere generate da un 3DS, e gli obiettivi sono molto sensibili alla luce, rendendo impossibile l’utilizzo di alcune applicazioni in assenza di luce naturale o di una forte luce artificiale. Tutte le foto e le registrazioni possono essere salvate in una scheda SD, inclusa nella console. Da ultimo, è presente un centro di creazione Mii, una Piazza Mii legata alla funzione StreetPass e una funzione di diario; l’attivazione Wireless della console è finalmente delegata a un semplice interruttore, e non a un menù specifico come era accaduto con il Nintendo DSi. Ultimo consiglio: per evitare alcuni spiacevoli crash di sistema è necessario aggiornare immediatamente la console, collegandola ad una connessione internet. Per fortuna, il Nintendo 3DS, come Nintendo Wii, è compatibile con tutti i router, senza tutte quelle spiacevoli limitazioni che rendevano spesso inutilizzabile le funzioni WFC sulle precedenti console Nintendo DS, in tutte le loro forme.
 
Conclusione
Verdetto finale: il Nintendo 3DS ha rispettato tutte le promesse fatte? E’ davvero un acquisto conveniente per la vostra collezione di console portatili? Per la prima domanda la risposta è, ovviamente, affermativa: la terza dimensione, un potenziamento delle possibilità legate alla Wireless, il fascino di una tecnologia che lotta ad armi pari con le più potenti console casalinghe… Tutto si sposa alla meraviglia in un connubio decisamente piacevole, che sorprende per la sua semplicità e non disdegna un po’ di sano stupore legato al fascino di un nuovo mondo, la terza dimensione senza occhiali. Per quanto riguarda la seconda domanda, la risposta è ‘ni’, ma con una sincera motivazione. E’ necessario distinguere i pubblici: i possessori del solo primo modello di Nintendo DS devono sentirsi quasi costretti a fare questo passo, a causa dell’enorme distacco tra le due periferiche, sia tecnologico che pratico. Chiunque possegga anche solo un DsLite può tranquillamente attendere fino a giugno-luglio, quando arriveranno titoli più interessanti, come “The Legend Of Zelda: Ocarina of Time” o “Kid Icarus: Uprising”. Nintendo, comunque, sembra aver raggiunto il suo obiettivo, esattamente come ha sempre cercato di fare in tutta la sua storia: avvicinarsi al giocatore proponendo qualcosa di innovativo senza deviare troppo dalla genuinità che ha continuamente diversificato la loro filosofia, il loro affascinante modo di fare che ha legato a loro milioni e milioni di giocatori.
 

di Alessandro Perlini

In collaborazione con Cyberludus.com

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