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  • Scritto da: Redazione StudentVille.it

Twitter? All’”opera”!

Il nuovo millennio potrà essere rinominato certamente l’era dei social network, si perché oramai vista la costante affluenza di iscrizioni, da Facebook a MySpace fino a Twitter, le “reti sociali” hanno davvero invaso le nostre vite a trecentosessanta gradi, seminando la social-mania un po’ dappertutto: la potenza e la multifunzionalità di questi nuovi mezzi tecnologici ha preso piede in tantissimi campi quali musica, cinema, gossip e perfino il teatro.

Si tratta proprio di quest’ultimo campo l’ultima conquista della rete: nasce infatti a Londra la “Twitterdammerung” , la prima opera lirica interamente composta grazie al famoso Twitter. No non siamo impazziti, la notizia è reale: il libretto di questa rappresentazione è stato infatti realizzato grazie a centinaia di utenti che twittando per settimane sul canale della Royal Opera House della capitale britannica, hanno cominciato ad inventare storie e personaggi partendo semplicemente dalla frase “Un mattino, molto presto, un uomo e una donna si trovavano, a braccetto, al Covent Garden di Londra”, inserita dai curatori sul sito. Da qui migliaia e migliaia di post rilasciati dai circa novecento twitteriani iscritti, i quali hanno mosso subito l’autore John Lloyd Davies a selezionarne circa un centinaio con l’intento di realizzare qualcosa di grandioso: “Prima di tutto avevo bisogno di dialogo tra i protagonisti, Seconda cosa ho cercato elementi che tenessero insieme la storia”.
Un impresa davvero ben lontana dall’essere definita semplice, che ha portato alla composizione di una storia che ha poco di coerente ma che lascia intravedere una trama nella quale si riconoscono due protagonisti, William e una donna che acquisterà un moltitudine di nomi, come Helga ed Esmeralda, e i quali si ritroveranno immersi in situazioni inimmaginabili, quasi surreali, contornate però dal melodramma e l’umorismo rivelato dall’ingegno lirico dei due compositori Helen Porter e Marc Teitler, autori della musica.

"Un’opera infinita eppure incompleta, l’opera più strana di cui abbiate mai sentito parlare”, dichiara il narratore Philip Herbert, che commenta così la rappresentazione, che seppur duramente bersagliata dalla critica dei puristi appassionati di lirica inglese e definita come “irrispettosa della musica”, ha catturato il pubblico del Deloitte Ignite Festival di sabato scorso, con repliche in programma, grazie anche alla fantastica sceneggiatura messa in piedi ed al talento del baritono Andrew Slater e il mezzo soprano Hannah Pedley, il tutto accompagnato da meravigliosi abiti ottocenteschi.

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