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  • Scritto da: Redazione StudentVille.it

Yakuza 4, scazzottate in stile cinematografico

 

Dall’oriente con furore
Quella di Yakuza rappresenta una delle serie più cariche di carisma e atmosfera, un must per gli appassionati dei giochi d’azione in salsa made in japan , in cui protagonisti e nemici se le suonano di santa ragione per spasso o per saldare conti in sospeso. Una serie di successo in patria ma non cosi osannata qui da noi in Europa: i vari capitoli della serie arrivano per il rotto della cuffia dopo anni e di solito senza un minimo di traduzione. Eppure perdersi le avventure di Kazuma è davvero un peccato e oggi siamo qui per suggerirvi Yakuza 4, ultimo capitolo della serie Sega, uscito a un anno di distanza dal precedente episodio ed ancora una volta esclusiva Ps3. Un titolo ma praticamente quattro giochi da gustare, grazie alla presenza di nuovi protagonisti che si avvicendano per rubare la scena al nostro eroe del Sol Levante. Armatevi di pazienza e mettetevi sotto con la lingua inglese; è giunto il momento di scendere in strada e passare alle maniere forti.
 
 
Il cinema della violenza
Sega ci ha praticamente abituati a trame e sceneggiature degne di Hollywood: l’atmosfera che si respira immergendosi nell’universo Yakuza è impareggiabile se amate il cinema orientale. Per questo capitolo il brand ha superato se stesso, presentando ben quattro storie di quattro diversi protagonisti, naturalmente legati da un filo conduttore comune che va dal 1985 al 2010.
Oltre al nostro Kazuma infatti, avremo l’onore di conoscere Shun Akiyama, un usuraio dalla lingua lunga che di mestiere non fa certo il santo, essendo spietato come pochi. Da misero ragazzo di strada è passato a diventare all’improvviso un pezzo grosso, facendo la sua fortuna durante l’esplosione di un palazzo con la conseguente pioggia di banconote. Ma Shun è un angelo in confronto a Taiga Saejima, che fa delle armi e della morte i suoi biglietti da visita. Spietato e temuto come la peggiore delle incarnazioni del male. Non poteva non affiancarsi un buono in questo quartetto: Masayoshi Tanimura è un giovane poliziotto dai metodi poco ortodossi. Quello che vuole lo ottiene e non solo seguendo meticolosamente le indagini.  Non vi sveliamo come i nostri quattro protagonisti si troveranno a percorrere la stessa strada, ma vi assicuriamo che, come da tradizione, colpi di scena e sequenze da standing ovation sono assicurate. I fan delle perle nipponiche sono avvisati.
 
 
Non si butta via nulla..
Solo un anno è passato dall’uscita del precedente capitolo; forse è per questo che gli sviluppatori hanno deciso di riproporre molte delle vecchie locations di gioco e concentrarsi su poche ambientazioni inedite. Nemmeno il motore grafico ha subito evoluzioni perciò non aspettatevi passi tecnologici da gigante. Tuttavia innegabile è il fascino degli scenari: quelli urbani ad esempio, stracolmi di grattacieli, abitazioni, uffici, hostess club e centro massaggi, tutti carichi di luci e colori. Stesso discorso vale per le strade, sempre colme di passanti concentrati sui loro andirivieni. Non mancano nemmeno parcheggi, fogne e zone sotterranee di varia natura e nemmeno scanri sui tetti con tanto di panorama da cartolina. Peccato per le solite animazioni legnose e le texture poco definite. Un plauso va come sempre alle animazioni facciali, cariche di realismo e in grado di trasmettere pathos e tensione durante le lunghe sequenze di intermezzo. Come già detto sopra, la lingua parlata è il giapponese ma in compenso ci sono i sottotitoli in inglese. Brutte notizie per chi si aspettava la lingua italiana. Ottima come sempre la colonna sonora, assolutamente coinvolgente e bene implementata in ogni fase di gioco. Irresistibili gli effetti sonori per chi sa apprezzare le produzioni
nipponiche.
 
 
..nemmeno il gameplay!
Stesso discorso vale per il gameplay. Non aspettatevi novità rivelanti nella formula già sperimentata nell’episodio precedente, di cui questo quarto capitolo si trascina dietro sia pregi che difetti.
Come da tradizione, la natura free-romaning del gioco ci consentirà, durante le tantissime missioni primarie e secondarie,  di girovagare per i quartieri di Tokio, che brulica di vita ma anche e soprattutto di malavitosi sempre pronti a fare a botte. Entra qui in gioco la natura picchiaduro del gioco, le cui meccaniche sono state perlomeno affinate e adesso in grado di gestire tranquillamente i combattimenti multipli con più nemici su schermo. Come al solito potete sferrare diversi pugni e calci fino ad atterrare il nemico sull’asfalto ed esibirvi in cruente quanto pittoresche fatality. Interessante è il fatto che, a seconda del protagonista che impersonerete, lo stile di combattimento offrirà delle stuzzichevoli varianti che vi invoglieranno a sperimentare combo sempre più articolate. Inutile dire che ogni quattro passi che farete ci saranno sempre dei brutti ceffi pronti a scatenarsi contro di voi. Se da un lato non farete altro che accumulare medaglie ed extra di varia natura per acquistare e potenziare le vostre abilità, dall’altro la cosa potrebbe risultare snervante dopo qualche ora. Per fortuna anche in questo episodio non potevano mancare le tanto celebri attività ricreative: in giro per la città vi imbatterete nel bel mezzo di quartieri a luci rosse, utili per distrarsi dagli affari e dalle estorsioni, grazie alla piacevole compagnia di hostess e belle pupe ansiose di farvi qualche massaggio o consentirvi di giocare a ping pong con i loro seni. Trovate geniali quanto spassose, che aumentano la longevità del titolo, che supera di gran lunga le dieci ore di gioco.
 
 
Conclusioni
Sega ha preso alla lettera il detto “vecchia squadra non si cambia”, forse un po’ troppo alla lettera. Comparto tecnico e gameplay sono rimasti praticamente invariati e poche sono le novità offerte rispetto al terzo capitolo. Tuttavia, la sceneggiatura brillante e il cast di protagonisti e nemici accattivante, farà la gioia degli appassionati della serie, disposti a passare sopra alla ripetitività di fondo delle meccaniche di gioco, che offrono comunque parecchie ore di sana azione e spassosi quanto esilaranti momenti piccanti. 

di Marco Delle Fave

In collaborazione con Cyberludus.com

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