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  • Scritto da: Redazione StudentVille.it

8 cose che impari viaggiando e che lo studio non insegna

8 COSE CHE IMPARI VIAGGIANDO E CHE LO STUDIO NON INSEGNA. Da tempo immemore esiste un dibattito tra coloro che credono che le lezioni più importanti siano quelle che si possono imparare grazie a uno studio serio e rigoroso e quelli che invece pensano che siano la strada e il “mondo reale” i veri maestri di vita. In realtà una cosa non esclude l'altra, ma è innegabile che non tutto può essere appreso dalla lettura dei libri o degli esperimenti nei laboratori, e in particolar modo il viaggio, quando fatto in maniera consapevole, è una delle palestre più importante per conoscere meglio se stessi e gli altri. Zaino in spalla e con una cartina in mano, tanti ragazzi si sono avventurati in giro per il mondo e hanno capito che sì, Leopardi, la guerra delle Due Rose e il Terzo Principio della Termodinamica sono lezioni capitali, ma anche scoprire cosa si mangia in Vietnam può arricchire allo stesso modo.

COSE CHE IMPARI VIAGGIANDO: ECCO COSA NON INSEGNANO A SCUOLA. Vediamo dunque quali sono le 8 cose più importanti che si possono imparare viaggiando e che lo studio non potrà mai insegnare.

  • Essere flessibili: durante un viaggio l'imprevisto è un fattore che bisogna sempre tenere da conto, ma che in realtà sorprende sempre, in un modo o nell'altro. Trovarsi senza punti di riferimenti e affidarsi alle proprie capacità, superando schermi mentali preconcetti, è qualcosa di inestimabile.
  • Apprezzare un'altra cultura: sui libri scopriamo tante cose su coloro che ci hanno preceduti o che vivono in altri Paesi, ma toccare con mano, respirare un'altra atmosfera, partecipare a usanze diverse dalle nostre, anche se non le si comprende appieno è davvero tutta un'altra cosa.
  • Capire le persone al volo: una delle cose più belle del viaggio è l'incontro con dei perfetti sconosciuti che per un breve lasso di tempo diventano amici inseparabili. Si tratta magari di un'illusione del momento, ma stare a contatto con caratteri diversi ci insegna a essere percettivi nei confronti degli altri.
  • Spirito d'osservazione: in una grande città straniera in cui non si parla né italiano né inglese e non ci si può affidare alla lingua è importante tenere gli occhi aperti e intuire a cosa corrispondono determinati segnali. Anche solo capire come funziona la metropolitana di un altro Paese può essere un'esperienza nuova.
  • Acquisire fiducia in se stessi: proprio perché si è messi di fronte a ostacoli inusuali si è portati a scoprire capacità che non si sospettavano di avere e che nelle situazioni quotidiane non avremmo mai potuto tirare fuori. Uscire dalla comfort zone diventa allora la migliore delle lezioni.
  • Avvertire il pericolo: inutile nasconderlo, a volte viaggiare, sopratutto se da soli, può essere pericoloso. Non stiamo parlando del famigerato sesto senso o del fumettistico “senso di ragno”, ma sottoporsi a certi batticuore influisce molto sulla nostra reattività e ci insegna nuove forme di prudenza.
  • Capacità di mediazione: quando invece si viaggia in gruppo è facile che nascano litigi e dibattiti accesi sulle decisioni da prendere. Alla fine però si arrivare sempre a un accordo comune, frutto di un compromesso che andrà bene a tutti. Il viaggio è anche occasione di stimolo per imparare a mettere da parte una porzione di ego.
  • Nostalgia: tra le tante lezioni forse una delle più importanti, perché non spendibile in alcun modo, è quella del segno che la bellezza di luoghi, culture e persone lasciano su di noi. Tornati a casa sarà inevitabile provare un po' di rimpianto per i posti che abbiamo dovuto salutare: quel sentimento è qualcosa da custodire gelosamente.
     

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