Life Style

  • Pubblicato il:
  • Scritto da: Redazione StudentVille.it

Albero di Natale: perché è un abete e perché si fa

ALBERO DI NATALE: PERCHÉ? Tra poco più di un mese torna il nostro momento dell’anno preferito: il periodo natalizio! Tra luci, addobbi, regali e lettere a babbo Natale, non può certo mancare in ogni casa l’albero di Natale che mette allegria e aggiunge quel tocco di magia a un’atmosfera già gioiosa. Tuttavia, ti sei mai chiesto quando è nata la tradizione dell’albero di Natale, perché si usa un abete e perché si addobba? O come mai nella maggior parte delle case esiste l’usanza di fare l’albero l’8 dicembre? A tutte queste curiosità ti rispondiamo in quest’articolo… così che potrai apprezzare ancora di più il Natale!

albero di natale

PERCHÉ L'ALBERO DI NATALE SI FA L'8 DICEMBRE? Tradizionalmente l’albero di Natale si fa, in quasi tutte le città, l’8 dicembre, festa dell’Immacolata Concezione. Fanno eccezione Milano, dove l’albero di Natale viene addobbato il 7 dicembre, giorno dedicato al patrono Sant’Ambrogio, la Puglia – si inizia il 6 dicembre per San Nicola – mentre all’estero, come a New York, l’albero viene accesso il primo dicembre. L’usanza di addobbare l’albero l’8 dicembre è legata principalmente alla tradizione cristiana: in questo giorno si festeggia simbolicamente il concepimento di Gesù, quindi si dà avvio ai preparativi per la sua nascita, che i cattolici festeggiano appunto il 25 dicembre. Inoltre, essendo un giorno di festa, è congeniale a tutta la famiglia riunirsi per addobbare l'albero. Tuttavia, se non vuoi seguire la tradizione cristiana, la data più appropriata per l'allestimento sarebbe il 21 dicembre, quando ricorre il solstizio d’inverno: in antichità, infatti, il Natale era una festa pagana, nata proprio per celebrare l’arrivo dell’inverno e il nuovo ciclo solare.

PERCHÉ L'ALBERO DI NATALE VIENE ADDOBBATO E PERCHÉ SI FA? La tradizione dell’albero di Natale nasce nei paesi del Nord, al di fuori della tradizione cristiana, così come quella di addobbarlo. In particolare, i popoli germanici, proprio a partire dal solstizio d’inverno, festeggiavano l’arrivo della stagione fredda piantando un albero con mele, noci, datteri e fiori di carta e poi bruciavano un ceppo nel focolare per i dodici giorni consecutivi. Dal modo in cui il ceppo bruciava, si poteva dedurre come sarebbe stato l’anno successivo: le scintille simboleggiavano i giorni lunghi, la cenere invece veniva sparsa nei campi come rito propiziatorio. Il ceppo natalizio, con le sue scintille, si è oggi tradotto nelle luci dell’albero e anche nel simbolo della candela che si usa per addobbare strade, case e alberi. La tradizione germanica si è comunque legata a quella cristiana: le classiche palle colorate che appendiamo all’albero di Natale traggono origine da una leggenda legata alla nascita di Gesù. Si narra, infatti, che a Betlemme ci fosse un artista talmente povero da non potere offrire nulla in dona a Gesù Bambino; non sapendo cosa fare, si recò a visitare il neonato e si improvvisò giocoliere, divertendo il nascituro. Da qui, la tradizione di appendere le palle colorate, come simbolo delle risate di Gesù Bambino.

PERCHÉ L'ALBERO DI NATALE È UN ABETE? Anche in questo caso, la tradizione dell’abete deriva dai Paesi nordici, dove questo tipo di albero è molto comune. Si dice che il primo vero albero di Natale sia nato a Tallin, in Estonia nel 1441, quando un gran abete fu eretto nella piazza del municipio. Anche Riga si vanata di essere una delle città ad aver allestito il primo albero di Natale. Tuttavia, la tradizione più diffusa vuole che l’albero abbia avuto origine nel 1570 in Germania, quando, come abbiamo visto nel paragrafo precedente, si iniziarono a decorare abeti con mele, noci, datteri e fiori di carta. Fu poi la duchessa di Brieg, sempre in Germania, a lanciare, secondo la leggenda, la tradizione dell’albero di Natale. Nel 1611, la duchessa, che stava preparando gli addobbi per il Natale, non sapeva come riempire un angolo del salotto rimasto vuoto: per questo motivo, uscì in giardino e trovò un piccolo abete che fece trasferire nel salone. A queste leggende pagane, si è affiancata quella di origine cristiana, secondo cui si deve l’usanza dell’abete a San Bonifacio (675-754). Missionario in Germania settentrionale, l’uomo vide alcuni pagani che adoravano una quercia per preparare il sacrificio del principe Asulf al dio Thor. San Bonifacio li fermò, abbatté la quercia, al cui posto apparve un abete, che, essendo un sempreverde, a detta del santo, era l’albero della vita e  rappresentava Gesù. Tante sono comunque le leggende nate per spiegare l’origine dell’albero di Natale e la scelta di un abete. In ogni caso, in Italia, la tradizione dell’abete è arrivata a fine ‘800, dato che l’albero di Natale era ormai di moda presso tutte le corti europee e nell’alta nobiltà. La Regina Margherita, moglie di Umberto I di Savoia, decise quindi di farne allestire uno al Quirinale, dove abitava la famiglia reale. La novità fu apprezzata e copiata ben presto da tutte le famiglie italiane.

PERCHÉ L'ALBERO DI NATALE HA LA PUNTA DRITTA? Se provi a digitare questa domanda sui motori di ricerca, troverai delle risposte molte sarcastiche (e di cattivo gusto). In realtà, la punta dell’albero di Natale rappresenta la stella cometa ed è quindi stata realizzata dritta per ricordare la forma allungata della stella che guidò i Re Magi e allo stesso tempo per inserirsi perfettamente nella cima dell’abete. La tradizione della punta dritta, in ogni caso, si può già rintracciare nell’antichità, quando i Greci sventolavano rami con una pigna sulla punta per onorare la dea Artemide.

Commenti

Commenta Albero di Natale: perché è un abete e perché si fa.
Utilizza FaceBook.