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Gelati vintage: quelli a cui vorremmo dare un morso

GELATI VINTAGE: QUELLI A CUI VORREMMO DARE UN MORSO. I patiti di musica vi diranno che tra le cose che invecchiano più velocemente ci sono i suoni delle tastiere gli arrangiamenti, ma i fan dei dolci compatiranno personaggi del genere, portando come testimonianza tutta una serie di antichi cartelloni metallici sbiaditi dal tempo e dall'usura su cui sono raffigurati i gelati vintage che purtroppo non sono arrivati ai giorni nostri. Se Proust trovava la chiave d'accesso al suo torrenziale viaggio nel passato grazie a una madeleinette, di sicuro ci sono tante persone che potrebbero raccontare miriadi di episodi estivi legati ai gelati che hanno gustato da giovani. L'industria dolciaria, come qualunque altra impresa che ha il profitto come scopo ultimo, è però spietata, e sono tante le vittime di continui rimescolamenti di gusti, di strategie di marketing azzardate o di semplici idiosincrasie di volontari che hanno consegnato all'oblio i compagni appiccicosi di tanti pomeriggi.

E le meredine, chi se le ricorda? Leggi: Merendine vintage: quelle per cui firmeremmo una petizione

CARTELLI GELATI ANNI 70 E 80: QUELLI CHE RICORDIAMO CON GUSTO. Vediamo allora insieme quali i sono i gelati vintage che almeno per una sola volta vorremo trovarci nuovamente tra le fauci.

  • Piedone: il gelato che sarebbe piaciuto a Quentin Tarantino, vista il suo proverbiale feticismo per gli arti inferiori. C'è da dire che  forse la sua scomparsa è collegata proprio a un forma decisamente poco gestibile a livello di marketing (cannibalismo? Mimare atti sessuali?), per quanto il gusto del gelato fosse di tutto rispetto.
  • Break: antenato di tutti i coni gelato, il Break si faceva notare per il suo orgoglio americano, vista la bandiera sulla parte di plastica rimovibile e il bianco-nero del fiordilatte e cacao a richiamare certi tradizionali macchinette bi-gusto che si vedevano nei film ambientati a New York.
  • Strabik: uno stecco rosa a rappresentare non si sa che formazioni ossee, e in cima due occhi gusto fragola per la pelle, panna per l'interno e due pupille più solide, ovviamente molto ravvicinate, il tutto sormontato da delle grandi sopracciglia nere di cioccolato. Decisamente inquietante ma forse è proprio per questo che ce lo ricordiamo e vorremmo ritrovarlo nel frigo dei bar.
  • La Pipa: oggetto ormai d'antiquariato, era uno dei gelati vintage più ambiti un po' per la sua rarità e un po' per la meravigliosa confezione. Il gelato al fiordilatte in fondo era anche passabile – ma sicuramente in giro si trovava di meglio – ma una volta svuotato si disponeva di una pipa rosa con cui vantarsi e spararsi pose da intellettuali o vecchi saggi insieme agli amici.
  • Pantera Rosa: ovvero il mostro di Frankestein dei gelati. Il gioco migliore che si poteva fare con questo classico gelato su stecco (originali però le caramelle gommose negli occhi) era il tentativo di capire in che modo avrebbe dovuto assomigliare al personaggio eponimo. Spesso infatti ciò che si estraeva dalla carta era qualcosa di così informe da poter essere scambiato per un errore genetico. Ed è anche per questo che un po' ci manca.

La merenda con il gelato accompagnava spesso i cartoni animati... Leggi qui: Cartoni animati anni 80-90: quelli da rivedere

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