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  • Scritto da: Redazione StudentVille.it

Giochi anni 90 da bar: i videogiochi che dovrebbero rimettere

GIOCHI ANNI 90 DA BAR: I VIDEOGIOCHI CHE DOVREBBERO RIMETTERE.  Al giorno d'oggi siamo abituati a consumare ore e ore di intrattenimento videoludico nella comodità del nostro salotto o della cameretta, magari con il supporto di uno schermo gigante. È una cosa bellissima, ma insultare via chat l’avversario di turno non è come gareggiare di fronte a tutti i tuoi amici. Quindi, inutile perdere altro tempo in chiacchiere: tra i giochi anni 90 che ci mancano di più i videogiochi da bar si meritano un capitolo a parte (e incredibilmente nostalgico, tra l’altro!). Armeggiare con una pulsantiera importante sotto lo sguardo di osservatori ammirati o impazienti di prendere il tuo posto, sudare ogni minuto di gioco perché la partita è costata cara, sbattere i pugni contro lo schermo in preda alla rabbia: sono tutti piaceri che i moderni giocatori (ahinoi!) non possono più assaporare.

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VIDEOGIOCHI DA BAR ANNI 90: I GRANDI CLASSICI. Pronti a scoprire la lista dei videogiochi anni '90 da bar che ricordiamo con più affetto? Attenzione: questo elenco contiene nostalgia.

  • Street Fighter II: un elenco del genere non avrebbe senso se non venisse citato il capostipite di un intero genere, quello dei picchiaduro. Innumerevoli le versioni di Street Fighter che hanno fatto impazzire i giocatori, ma l'originale, escludendo l'atipico primo capitolo, è qualcosa che è rimasto nel cuore di tanti insieme all'hadouken di Ryu, il Sonic Boom di Guile e le decine di altre mosse speciali dei personaggi.
  • Metal Slug: nel campo degli sparatutto questa serie della Neo Geo si è velocemente imposta come un classico. Merito della costante ironia che pervade tutti gli schemi, della frenesia dell'azione, della possibilità di pilotare veicoli sempre diversi, così come sono vari i nemici (dai nazisti agli alieni, passando per zombie e terroristi): il tutto sempre cercando di salvare quell'ostaggio in più nella speranza che fornisca qualche granata supplementare.
  • Bust-A-Move (alias Puzzle Bobble): ovvero il videogioco in grado di far partecipare anche le ragazze. Quante gocce di sudore sulla fronte hanno accompagnato quei tesissimi istanti in cui si cercava di allineare perfettamente il puntatore per far esplodere quella sfera colorata prima di raggiungere il limite di tempo? Operazione resa più difficile dalla folla di persone che immancabilmente davano suggerimenti ritenendo di saper fare meglio di noi.
  • Tekken: conosciuta anche come lo Street Fighter della terza dimensione, questa serie della Namco operava una vera e propria rivoluzione. Si trattava infatti di un picchiaduro che, oltre a sfoggiare una grafica poligonale, rendeva possibile mosse spettacolari anche pigiando pulsanti a caso in modo frenetico. Certo, in uno scontro con un'altra persona la strategia aveva sempre la meglio, ma contro l'intelligenza artificiale si potevano raggiungere bei risultati anche senza conoscere una combinazione che fosse una.
  • Dungeons & Dragons (Shadow Over Mystara  e Tower of Doom): quando i giochi di ruoli diventavano picchiaduro a scorrimento. Tanto belli e pieni di dettagli quanto difficili, questi due titoli consentivano di impersonare uno dei classici personaggi fantasy (nani, elfi, maghi, guerrieri e chierici) in un'avventura in cui bisognava tanto distribuire mazzate a raffica quanto preoccuparsi di parare, lanciare incantesimi e usare con perizia gli oggetti che si trovavano per strada. Una sorta di versione intellettuale dell'altrettanto famoso e apprezzato The King of Dragons.
  • Blood Bros: nei panni di un cowboy o di un indiano bisognava completare degli schermi fissi i quali un po' alla volta si riempivano di nemici pronti a farci la pelle. La particolarità nel gioco consisteva nel dare al giocatore il controllo esclusivo del mirino dell'arma, consentendo poi schivate varie con dei pulsanti appositi, nel contempo demolendo un po' alla volta lo scenario sullo sfondo dello schermo.

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