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  • Scritto da: Redazione StudentVille.it

Gite scolastiche: istruzioni per l’uso

GITA SCOLASTICA: COSA SAPERE. La gita scolastica è uno dei momenti più amati dagli alunni di ogni scuola. E’ ciò che si ricorda più facilmente e con nostalgia, anche a distanza di anni, quando, album alla mano, lo sguardo cade su quelle buffe foto di gruppo che ci ritraggono bassi e giovanissimi. La gita non rappresenta solo l’occasione di spezzare la solita routine di lezioni, verifiche ed interrogazioni; costituisce pure un divertente momento di socializzazione tra compagni e professori, e permette di visitare con guide competenti e per mezzo di un itinerario mirato città nuove ed interessanti.
Ma come si organizza il viaggio di istruzione perfetto? Quali sono gli elementi che ne decretano il successo e la briosità?

Non perderti: Organizzare una gita scolastica: il regolamento

GITA SCOLASTICA: COME ORGANIZZARLA. Secondo la mia opinione, la gita delle scuole superiori è qualcosa che appartiene ai ragazzi più che ai loro insegnanti: sono loro, infatti, a trarne il divertimento maggiore, a usarla per fare nuove amicizie e per scoprire un po’ di più il mondo. E’ a loro, in fondo, che si dovrebbe delegare  l’organizzazione della gita: invece di scaricare l’intero peso sulle spalle dei professori, come accade abitualmente, gli alunni dovrebbero riunirsi per discuterne, dovrebbero prendere un foglio e una penna e buttar giù le proposte per il viaggio annuale. Anche gli studenti, specie se già grandicelli, possono dunque intervenire nell’organizzazione della gita, e presentare le proposte elaborate al corpo insegnanti. I suggerimenti dei ragazzi non sono volti ad ottenere l’approvazione dei soli professori e accompagnatori: essi devono venire accettati e condivisi dagli stessi compagni.  Secondo quanto affermato dalla legge italiana, la gita può essere realizzata quando vi prende parte almeno il 50% + 1 dei membri di una classe. Tuttavia se il numero di coloro che non intendono partecipare al viaggio è consistente ( se coincide con il terzo degli alunni o più) il Consiglio d’Istituto sarà propenso a bocciare il progetto. Del resto non è bello andarsene in vacanza lasciando a casa la metà dei compagni. Morale della favola? Mettetevi d’accordo tra voi, prima di comparire davanti agli insegnanti!
Ecco allora una serie di spunti per chi sta dietro ai banchi, con l’ambizione di poterli usare per progettare il viaggio perfetto.

DOVE ANDARE?

In primo luogo è opportuno avere ben chiaro quale città – o quali città - si desidera esplorare. Bisogna tenere i piedi ben piantati a terra: è inutile proporre la visita di località troppo lontane o esageratamente costose, perché il viaggio dovrà essere pagato da ogni alunno e non è detto che tutti abbiamo la volontà, o la disponibilità economica, di sborsare una fortuna per pochi giorni di vacanza. Scartate allora gli Stati europei più distanti dall’Italia e quelli che si trovano in altri continenti, a meno che il vostro istituto vi aiuti economicamente e abbiate a disposizione un ampio periodo di tempo di vacanza.
In secondo luogo il soggiorno che volete pianificare dev’ essere culturalmente motivato: sulla base di ciò che si è approfondito a lezione si selezioneranno quelle città che sono in qualche modo legate agli studi affrontati. Ben venga Parigi, allora, se il programma di Arte ha appena analizzato la corrente pittorica dell’Impressionismo; meglio Atene, invece, per un Liceo Classico che ne studia giornalmente le vicende storiche e politiche; si prediligerà Berlino, infine, se il programma di storia dell’istituto ha studiato o studierà le vicende della II Guerra Mondiale.
Gli studenti devono preparare un itinerario che si colleghi alle materie studiate, e dovranno insistere sulla correlazione tra svago e studio per farsi approvare la gita dagli insegnanti.


QUANDO ANDARE?

Siate furbi: organizzate la gita in quei giorni che sono a ridosso delle festività, così da sfruttare ponti, domeniche e periodi festivi e allungare il tempo di villeggiatura.
Ad ogni modo, i viaggi di istruzione non superano quasi mai il lasso di tempo di una settimana. Irrealistico, dunque, proporre itinerari così ricchi e articolati da richiedere molti giorni di visita: i professori infatti li bocceranno senza pensarci due volte. E’ invece da preferirsi un percorso mirato e specialistico, che punti a una rapida visione della città e che si soffermi su alcuni, singoli elementi.
Se per esempio si sta progettando l’idea di visitare Barcellona, è inutile includere nel tragitto l’esplorazione completa di tutti i suoi quartieri: non è meglio limitarsi, per esempio, alle opere e ai monumenti di Gaudì, piuttosto che passare quattro giorni a consumarsi le suole lungo le strade della città, osservando di sfuggita ogni museo ma non conoscendone davvero nessuno?

CON CHI ANDARE?

Proponete l’idea della vostra gita ai professori che vi paiono più affabili e a quelli più competenti, che magari hanno già visitato la città in cui desiderate recarvi. In questo modo avrete a disposizione delle guide accorte che vi potranno condurre anche nei meandri meno conosciuti della città.

ITINERARI

Come organizzare un perfetto itinerario?
Internet è la risorsa più efficace ed economica per raccogliere informazioni sulle città da visitare.
Il sito www.enit.it ( Sito ufficiale del Turismo Italiano) raccoglie dieci interessanti itinerari nelle diverse regioni italiane: tali escursioni richiedono generalmente un lasso di tempo di almeno una settimana. Se si ha a disposizione un minor numero di giorni, si consiglia di selezionare una sola città dell’itinerario e visitarne i musei e le bellezze architettoniche descritte nella sezione “arte e musei”. Per la prenotazione di un hotel, si può consultare la sezione “Dove dormire”.

(a cura di Bruna Martini)

 

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