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Il vero finale delle favole classiche

IL VERO FINALE DELLE FAVOLE CLASSICHE. Bene o male tutti ormai sanno che i cartoni animati Disney classici – ovvero quelli che prendevano spunto dalle favole – tendevano a edulcorare molto quella che era la storia originale, spesso molto più sanguinosa e a volte gratuitamente sadica (d'altro canto stiamo parlando di altri tempi e altre morali). Ricordate lo scompiglio causato dalla morte della mamma di Bambi? Ebbene, davvero nei panni di Walt Disney avreste autorizzato la produzione di un costosissimo film che si concludesse in uno spettacolare bagno di sangue, spesso con la protagonista quale vittima sacrificale infelice?
Diremmo proprio di no, e allora possiamo ben capire perché il padre di Topolino abbia scelto di procedere come ha fatto. Ma oggi vogliamo svelarvi il vero finale delle favole classiche: preparatevi a rabbrividire!

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il finale vero delle favole classiche

FAVOLE CLASSICHE: IL FINALE ORIGINALE. Pronti allora? Ecco il vero finale delle favole classiche da cui sono stati tratti i cartoni animati della Disney:

  • La bella addormentata nel bosco: è Giambattista Basile l'autore della fiaba originale, in un certo senso anticipatore del Marchese De Sade. Aurora qui si chiama Talia, e viene avvelenata da una scheggia mentre fila lino. Come al solito si addormenta nella foresta: il suo sonno profondissimo però non viene interrotto nemmeno dall'arrivo del principe che la trova. Purtroppo qui non c'è nessun bacio casto, ma il principe abusa del suo corpo inerme, dal quale nove mesi dopo nascono due bambini – Sole e Luna. Allevati dalle fate del bosco, uno dei due riesce a estrarre la scheggia maledetta, svegliando la madre. Il principe ritorna, pensando di poter fare i propri porci comodi, ma stavolta trova Talia sveglia: affranto confessa tutto, e i due si sposano (ma non prima che la prima moglie del principe, impazzita per il tradimento, venga brutalmente tolta di mezzo).
  • Cenerentola: la piccola arrampicatrice sociale nella versione di Basile (sempre lui), è tutt'altro che innocente. All'inizio infatti per togliere di mezzo la matrigna crudele le spezza il collo, su consiglio della governante, che viene offerta in sposa al padre. È lei allora che tira fuori dal nulla sette belle figlie, che la fanno divenire una reietta: partono dunque le serie di abusi che conosciamo, ma nel finale (che in teoria sarebbe riservato alle figlie della matrigna) le sorelle vengono giustiziate dal principe o dalla stessa Cenerentola facendo loro cavare gli occhi da dei corvi o colombi.
  • Biancaneve e i sette nani: i fratelli Grimm avevano preso spunto da un racconto di Basile, invero alquanto differente. Nella loro versione la regina cerca per ben quattro volte di uccidere Biancaneve, prima chiedendo a un cacciatore di farla fuori, poi stringendole il corsetto fino allo svenimento, quindi spazzolandole i capelli con un pettine avvelenato, e poi con la classica mela. Nel finale la bara di cristallo in cui si trova la ragazza cade in un burrone, e il pezzo di mela esce dalla bocca di Biancaneve, svegliandola. La regina quindi viene uccisa durante il matrimonio, in cui viene fatta ballare con due scarpe di ferro arroventate oppure rinchiusa in una prigione.
  • Cappuccetto rosso: in questo caso le variazioni sono minime, e riguardano unicamente la sorte della protagonista. A volte infatti il cacciatore arriva in ritardo, non riuscendo così a impedire il lauto pasto del lupo. Italo Calvino invece si basa su un'antica versione italiana, trasformando il lupo in un'orchessa che tenta di sostituirsi alla nonna. Cappuccetto rosso intuisce il tranello, e riesce a farla finire in un fiume, annegandola.
  • La Sirenetta: non c'è pace neanche per Ariel, che nella storia originale non solo è priva di lingua, ma è vittima di una maledizione per la quale se dovesse essere tradita dovrà morire o uccidere lui. In una versione dunque usa il pugnale delle sorelle per bagnare i suoi piedi con il sangue dell'amato e tornare a essere una sirena, mentre nell'altra la povera Ariel non può arrivare a tanto e si getta in mare trasformandosi in spuma.

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