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  • Scritto da: Redazione StudentVille.it

Libri da leggere: i titoli che avrebbero dovuto avere

LIBRI DA LEGGERE: I TITOLI CHE AVREBBERO DOVUTO AVERE. Provate a fare questo esperimento. Entrate in una libreria e iniziate a scorrere gli scaffali soffermandovi su ciò che desta la vostra attenzione: poniamo come regola il divieto di leggere la quarta di copertina. Dovendovi affidare solo su immagine di presentazione e titolo – una condizione più comune di quanto si creda – riuscireste a credere all'importanza di questi due elementi? Il titolo in particolare è uno dei fattori che più riescono a spingerci all'acquisto, se si pensa che in fondo il disegno, collage o foto di copertina sono particolari arbitrari che sentiamo come imposti dall'alto. Ma sbaglieremmo a pensare che è sempre l'autore a decidere come verrà chiamato il suo romanzo, anche perché spesso chi ha scritto il libro non ha la più pallida idea di come descriverlo in pochi termini, uscendosene con espressioni disastrose e poco appetibili.

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LIBRI DA LEGGERE: TITOLI ALTERNATIVI. Vediamo allora insieme una lista di titoli che avrebbero dovuto avere libri divenuti dei classici o comunque best seller.

  • Guerra e Pace di Lev Tolstoj: forse uno dei mattoni – capolavori più celeberrimi di tutto i tempi e uno dei simboli dell'imponenza – in tutti i sensi – della letteratura russa, questo enorme affresco storico lascia impietriti sin dal titolo, che ci indica grosso modo di cosa parlerà il libro, ovvero TUTTO. Ma il romanzo di Tolstoj avrebbe avuto lo stesso effetto se si fosse chiamato come era previsto all'inizio, ovvero Tutto è bene quel che finisce bene? Cos'è, uno scherzo malriuscito?
  • Romanzo criminale di Giancarlo De Cataldo: ok, la storia la conoscete tutti perché avrete di sicuro visto il film di Michele Placido o le due stagioni della serie tv (che in pratica hanno dato il via ad altri fenomeni tipo Gomorra o Suburra). Perciò non c'è bisogno di spiegare quanto sia giusto un titolo così asciutto, al limite della banalità, per sintetizzare in due parole una vicenda complessa come quella della Banda della Magliana. Ecco, allora si capisce bene il perché sia stato scarto il primo titolo, Storiaccia, per quanto avesse tutto un suo perché nella zona di Roma...
  • Lolita di Vladimir Nabokov: lasciate da parte D'Annunzio, Gadda, e tutti gli altri cultori della scrittura fitta, densa e impenetrabile. Nabokov li batte tutti e senza ombra di dubbio a renderlo così celebre è stata anche questa storia di perversione, indolenza e suprema mediocrità che ha poi ispirato l'omonimo film di Stanley Kubrick. Il titolo, semplice ed evocativo, contribuisce ad accrescerne il fascino, eppure inizialmente il romanzo avrebbe dovuto chiamarsi The Kingdom by the Sea, ovvero Il regno vicino al mare. Avrebbe funzionato ugualmente?
  • Ossi di seppia di Eugenio Montale: ammettiamolo pure, tanto siamo tra amici. La poesia non è proprio cosa da tutti, nonostante a scuola insistano per farcela imparare a memoria. Eppure Montale nella sua apparente semplicità è uno di quegli autori che riesce sempre a fare breccia, al contrario di tanti altri, e qualche lirica di Ossi di seppia la conosciamo tutti. Ora, va bene la leggera cupezza della raccolta e la voglia di provocare, ma siamo tutti contenti che il titolo iniziale Rottami sia stato scartato. Eugenio, cosa combini?
  • 50 Sfumature di grigio di E. L. James: probabilmente tra i nostri lettori c'è una larga maggioranza che odia profondamente la trilogia erotico – sadomaso – lagnosa della scrittrice, che lo ricordiamo è nata come una fan fiction della saga di Twilight (non proprio un albero genealogico prestigioso). Però si può tranquillamente convenire che la formula delle 50 sfumature ha un suo perché, se non altro dal punto di vista del marketing. Eppure, conoscendo la storia e i personaggi, quanto può essere maschilista e retrogrado il titolo originale di Master of the Universe – Padrone dell'universo?
  • Dracula di Bram Stoker: se oggi qualcuno dice “vampiro” immediatamente scatta l'associazione con il celebre Conte, e viceversa con il nome Dracula. Questo non solo perché lo scrittore inglese fu abilissimo nello sfruttare una mitologia già esistente potenziandone gli elementi di maggiore impatto, ma anche grazie a quel nome importante. Credereste voi che inizialmente Stoker avrebbe voluto intitolare la sua novella The Dead Un-Dead, ovvero il Morto Non Morto? Che perdita immane sarebbe stata per l'umanità!
     

LIBRI DA LEGGERE: I NOSTR CONSIGLI. Bene, ora non ti resta che andare alla ricerca del titolo sbagliato! Ecco i nostri consigli sui libri da leggere:

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