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Pubblicità del passato: quelle storiche

PUBBLICITA' DEL PASSATO: QUELLE STORICHE. Alzi la mano chi non ricorda almeno una pubblicità del passato! Uno dei tanti cliché che si sentono in giro – e che nascondono una certa dose di verità – riguarda il fatto che i ragazzi dei giorni d'oggi guardano sempre meno la televisione perché hanno trovato altri mezzi per intrattenersi, che siano lo streaming, i canali YouTube, o le piattaforme satellitari a pagamento. Tutte cose che hanno ridotto decisamente la percentuale di pubblicità che ci si deve sorbire giornalmente, con un discreto risparmio di tempo e soprattutto di concentrazione (si provi a guardare un film da tre ore spezzato ogni venti minuti da valanghe di post). Tuttavia c'è sempre qualcosa che si va a perdere anche quando il guadagno è evidente: per quanto fossero fastidiose, infatti, alcune pubblicità sono infatti talmente ben congegnate da poter essere considerate dei piccoli cortometraggi di altissimo valore. D'altro canto per spiccare in tutto il mare magnum di quelle pseudo televendite bisognava davvero impegnarsi.

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PUBBLICITA' DEL PASSATO: I TORMENTONI PUBBLICITARI DEGLI ANNI PASSATI. Ecco allora la nostra lista di alcune tra le migliori pubblicità del passato viste sui canali tv italiani.

  • X Box – Birth to Grave: in questo spot non c'è nessuno che decanta le potenzialità della consolle, la bellezza dei giochi, né fa promesse che non può mantenere. Anzi, si può dire che l'effetto potrebbe essere persino controproducente. Ma il filmato è assolutamente indimenticabile e parte da un'idea semplice eppure potentissima: una donna in sala parto spinge talmente forte che il bambino viene espulso come un razzo. Il resto della clip è del neonato che schizza per il cielo a velocità proibitiva e nel frattempo diventa adulto, fino a che non atterra direttamente in una bara. Il messaggio? “Life is short. Play more.”
  • Nike – Good vs Evil: la Nike ha sempre puntata alla spettacolarizzazione estrema dei suoi prodotti, producendo una serie di spot in cui i calciatori finivano per diventare figure epiche, da film fantasy. L'apice è forse questo filmato in cui in un anfiteatro in rovina una squadra dei migliori giocatori al mondo deve affrontare la minaccia demoniaca di un team di diavoli, violento e scorretto. In palio pare esserci il destino del mondo. Naturalmente i nostri vincono, con un goal finale infuocato scoccato da uno stiloso Eric Cantona che buca letteralmente il portiere alato.
  • Levi's 501 – Clayman: sulle note della canzone Boombastic di Shaggy ecco una divertente scenetta realizzata interamente con la tecnica della claymation, ovvero con dei pupazzetti di plastilina. Una donna asserragliata sul tetto di un edificio a causa di un incendio viene soccorsa dal classico macho in canotta e jeans volando in sella a una moto della polizia riesce a salire fino all'ultimo piano. Ed ecco la trovata dello spot: l'uomo si toglie i pantaloni ma, nonostante la reazione scomposta della donna lasci pensare tutt'altra cosa, non ha cattive intenzioni. I jeans infatti gli servono per calarsi a mò di liana da un cavo elettrico, che va a finire nel bagno di un ignaro dirimpettaio. Inevitabile il bacio finale, rigorosamente in boxer.
  • Amaro Montenegro – Antico vaso: divenuta leggendaria soprattutto come fonte di scherno per la sua storia assurda, questa pubblicità tenta di rendere eccitante i tentativi di una squadra di archeologi di portare in salvo un antico vaso. Non basta però un idrovolante rosso, né le espressioni compiaciute del team, né la musica che cerca di pompare adrenalina: lo spot rimane un piccolo capolavoro di trash che a modo suo si è impresso nell'immaginario collettivo.
  • Macallan Whiskey: ecco invece quando un'idea semplice e persino un po' ingenua può diventare emozionante grazie a una bella realizzazione. Una bottiglia antropomorfa che reca in mano un'etichetta si aggira per i corridoi di una grande magione. Alla fine entra in una stanza in cui sta dormendo una botte di whiskey, e la sveglia chiedendole se finalmente è pronta. Leggermente spossato il tondo protagonista si rigira tra le lenzuola e poi sentenzia che nonostante i cinque anni passati ci sarà da attenderne almeno altri due, prima di poter imbottigliare il suo prezioso liquido. Il tutto con un'animazione vintage d'altri tempi che sembra invecchiata bene proprio come il whiskey.

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