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  • Scritto da: Redazione StudentVille.it

Da tragedia a trionfo: The Script

Tre giovani irlandesi provenienti dall’altra faccia di una Dublino afflitta da povertà e delinquenza, sbarcati negli Stati Uniti con la sola speranza di realizzare i loro sogni chiusi ormai troppo a lungo in un cassetto e con in tasca un incredibile talento e tanta voglia di fare musica. Ecco come inizia l’arduo viaggio dei The Script, che con il singolo “We Cry”, uscito il 20 aprile scorso, hanno spalancato le porte del palcoscenico internazionale.

Il quartiere di James Street a Dublino è il punto di partenza, dove Danny O’Donaghue (25) e Mark Sheehan (27)  si conoscono, nei pressi della fabbrica della Guinness; i due scoprono scoprono presto di avere in comune, oltre che le origini, un profondo amore per la musica e un particolare attaccamento per la black music americana. Da qui nasce una produttiva collaborazione che cresce giorno dopo giorno accompagnata da una quasi famelica voglia creativa che si concretizza grazie alle infinite capacità vocali di Danny, la cui voce ricorda quella delle storiche leggende del soul, e alla genialità di Mark, efficiente produttore e abile chitarrista. Il talento di Danny e Mark non passa inosservato e i due vengono richiesti poco tempo dopo negli States da alcune figure di rilievo nel campo della produzione, che erano stati a lungo loro eroi: tra cui leggende dell R’n’B come Dallas Austin, Teddy Riley e i The Neptunes. La promettente coppia lavora a lungo dietro le scene, realizzando demo per numerosi artisti, fino a quando un giorno incontrano Glen Power (28), batterista taciturno, anche lui di Dublino, con grandissime doti multi-strumentali: “E’ il batterista più forte sulla scena, con un energia autentica e uno swing incredibile. Glen è tra l’altro anche un fantastico chitarrista e tastierista e sa cantare sul serio”, racconta Mark. La sintonia è immediata ed il gruppo prende finalmente piede, realizzando 3 brani nella sola prima settimana di collaborazione.
Ma la storia dei The Script non è tutta rosa e fiori, ben presto infatti arrivano le tragedie: i 3 sono infatti costretti a ritornare in patria quando la madre di Mark si ammala in modo terminale. Il trio torna dunque a provare nel vecchio studio del chitarrista a James Street per permettere a quest’ultimo di rimanere vicino alla madre, che se ne va dopo dieci mesi. Come se non bastasse, quattro mesi più tardi viene a mancare anche il padre di Danny. Da tutte queste sofferenze nascono i loro primi pezzi, “E’ stato il periodo in cui ho capito davvero quanto la musica fosse vitale per me: è stata la forza che mi ha fatto superare i momenti più bui.”, confessa Danny. Grazie alle diverse influenze di artisti come U2, The Neptunes, Timbaland e Van Morrison, melodie soul a tratti malinconiche, guidate da testi speranzosi, che raccontano di persone che dalla povertà e dalla tragedia trovano quotidianamente la forza di andare avanti e di raggiungere i loro sogni, prendono vita in questo celtic pop dalle sfumature funky-rock, che singoli come “We Cry” e l’ultimo “The Man Who Can’t Be Moved” ben rappresentano. Il loro attesissimo album d’esordio, numero uno nelle vendite già in Irlanda e in UK, dal titolo omonimo, in uscita il 26 Settembre in Italia, promette sonorità speciali e forti emozioni.         

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