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  • Scritto da: Redazione StudentVille.it

Esclusiva: intervista ai Finley

Pedro, Ste, Ka e Dani: semplicemente i FinleyIl 2006 ha visto il loro debutto, con la pubblicazione dell’album d’esordio “Tutto è possibile”, diventato doppio disco di platino. L’anno seguente è stato quello della conferma, con lo straordinario successo di “Adrenalina”, secondo lavoro in studio. Il 2008 potrebbe rappresentare la definitiva consacrazione, non solo tra i teenagers, per i Finley, che si apprestano a calcare il palco dell’Ariston nella prossima edizione del Festival di Sanremo, al via tra pochi giorni. Una sfida particolare per Pedro, Dani, Ste e Ka, che presenteranno il brano “Ricordi” gareggiando nella categoria Big. Un’esperienza sicuramente speciale, l’ennesima di una carriera ancora giovane che li ha visti, nel giro di appena due anni dal loro esordio, suonare in prestigiosi palcoscenici nazionali e internazionali come l’Heineken Jammin Festival o il Rock Am Ring di Nurburgring, in Germania, uno dei più importanti festival musicali europei. I Finley,il cui è nome ispirato a Michael Finley, famoso cestista dell’Nba, per la serata dei duetti hanno scelto di esibirsi con Belinda, una delle nuove stelle del firmamento internazionale.  

StudentVille.it ha incontrato la band di Legnano, che in occasione di Sanremo torna nei negozi con una riedizione di “Adrenalina”, arricchita da otto nuove canzoni, tra cui il brano sanremese e il duetto con Belinda, e un dvd speciale con backstage, interviste e tanto altro.
 
Nei vostri primi singoli siete stati profetici: “se lo vuoi tutto è possibile”, “diventerai una star, una celebrità”. Vi aspettavate il clamoroso successo che avete avuto e soprattutto di ottenerlo in così breve tempo?
In realtà “Diventerai una star” era un pò una presa in giro delle numerose false promesse e delusioni che spesso ci siamo ritrovati davanti quando abbiamo iniziato a suonare tra concorsi che ti promettevano contratti discografici fasulli e cose simili, poi ovviamente il tutto è stato lasciato da parte perchè spesso anzichè leggere a fondo il testo si percepisce solo il ritornello. Ancora oggi dubitiamo del fatto che tutti abbiano veramente capito cosa volevamo dire con quel pezzo...
“Tutto è possibile” invece è un pezzo con cui volevamo presentarci perchè dà un messaggio ottimista e questo tipo di messaggio è sempre quello che cerchiamo di trasmettere nei nostri testi, i giovani hanno bisogno di un pò di speranza in un mondo in cui tutti dicono che fa tutto schifo.
Entrambi i pezzi sono stati profetici e di questo non possiamo che essere soddisfattissimi ma ovviamente nessuno si aspettava che tutto questo accadesse, ci speravamo ma non ce lo immaginavamo neanche alla lontana...
Amate definirvi hard-pop, ma quali sono i gruppi o gli artisti che hanno influenzato il vostro stile e la vostra crescita musicale?
Abbiamo coniato il termine hard-pop per distaccarci il più possibile da possibili etichettature dalle quali ci sentiamo molto distanti, ad esempio viene molto facile (non capiamo il perchè) ad alcuni scrivere o dire che siamo punk...insomma non abbiamo niente di punk, i nostri ascolti sono e sono stati anche punk ma sicuramente non ci avviciniamo a tutto il contorno sociale che ha quel genere.
Con hard-pop intendiamo semplicemente l’accostamento di canzoni pop melodiche ad arrangiamenti e un’energia hard che viene fuori soprattutto nei nostri live. È quello che facciamo, molti dicono: “l’hard-pop non esiste” e noi rispondiamo: “è vero!!! È per questo che ce lo siamo inventati noi”
 
In “Adrenalina” è stato piuttosto netta una virata verso ritmi appunto più hard, sonorità più forti, energiche. A cosa è dovuta questa svolta rock?
I brani di “Adrenalina” sono nati molto spontaneamente, senza pensare o studiare che tipo di direzione avesse dovuto prendere il disco. Ci siamo messi a scrivere di getto e quello che si può sentire nel disco è tutto quello che è venuto fuori in 3 mesi di composizione, perciò non sappiamo dire a cosa sia dovuta questa svolta, abbiamo solo buttato fuori tutto ciò che ci passava per la testa in quel periodo, tutto qua.
I testi delle vostre canzoni sono scritti unicamente da voi. Se nel primo album la facevano da padrona storie di amori vissuti, di delusioni, di innamoramenti, in “Adrenalina” trovano maggior spazio i rapporti a distanza. Rispecchia le vostre esperienze personali, e quindi come si sono adattate le vostre relazioni amorose?
Sicuramente tutti i nostri pezzi nascono da ciò che sentiamo, da tutto ciò che ci circonda, luoghi, viaggi, persone, esperienze che viviamo di giorno in giorno.
Se nel primo disco “Tutto è possibile” ci sono canzoni un pò più adolescenziali dato che sono nate nel periodo del liceo, in “Adrenalina” ci siamo trovati ad un salto di vita, ad un passaggio velocissimo dalla realtà provinciale alle città più belle d’Italia e d’Europa, alla conoscenza di persone di ogni tipo, di situazioni diverse ed impensabili. Tutto questo accompagnato dal fatto che non sei mai a casa: non puoi programmarti serate al cinema con gli amici, partitelle a calcio eccetera...ti cambia completamente tutto. Puoi fare tutto quello che gli altri della nostra età non si immaginerebbero mai ma non puoi fare le cose che loro fanno quotidianamente, ad esempio avere rapporti stabili e tranquilli con amici e affetti. Questo ha scaturito esperienze che sono confluite nel nostro secondo disco.
Il primo album è composto da otto canzoni in italiano ed altrettante in inglese, mentre in “Adrenalina” i brani in inglese sono solo due. Avete deciso di privilegiare la nostra lingua?
Come abbiamo già spiegato non ci sono state vere e proprie decisioni su come creare “Adrenalina”, ci è venuto semplicemente più immediato scrivere più pezzi in italiano. Comunque in seconda sede abbiamo concluso il lavoro ed inciso anche le versioni inglesi mancanti di questo disco che usciranno nel cd/dvd “Adrenalina 2”
In “Niente da perdere” e “C’è qualcosa che non va” sono evidenti i riferimenti a chi vi ha criticato, a chi vi ha puntato il dito contro. Vi sentite di dover ancora dimostrare qualcosa?
Più che dimostrare, vogliamo fare capire alla gente che dietro al nome Finley ci sono prima di tutto quattro amici che trasformano in musica quello che vivono ogni giorno insieme...Non ci interessa essere riconosciuti come bei ragazzi o “faccine da spot pubblicitario”, crediamo di avere delle cose più interessanti da offrire...crediamo molto nella nostra musica....
 
Siete giovanissimi, tutti nati nel 1985, quindi avete da poco terminato le scuole. Avete mai usato il nostro sito, o il suo progenitore Latine.net?
Il vostro sito, ad essere sinceri, ci ha salvato il culo in situazioni scolastiche molto delicate... Schede libro, versioni, temi e varie soffiate, tutto quello che poteva servire per portare a casa un risultato più che dignitoso è stato “rubato” grazie anche a siti come StudentVille.it, soprattutto negli ultimi anni del liceo dove la voglia di studiare iniziava a mancare....Quindi volevamo ringraziarvi perchè anche grazie al vostro aiuto siamo riusciti a dedicare un pò più tempo alla nostra musica!!!
Cosa c’è oggi nel vostro Ipod?
Nei nostri I-Pod c’è un sacco di roba anche se siamo ancora molto legati al formato tradizionale con cui siamo cresciuti, ovvero il cd...Siamo tra i pochi che li comprano ancora! Comunque ultimamente passiamo da Paramore a Jimmy Eat World, da Jovanotti a Subsonica, da Carbon/Silicon a Carpark North, da Coldplay ad Alter Bridge fino agli Hives....un elenco infinito di roba molto diversa tra loro....Crediamo infatti che avere ascolti variegati possa solamente servire per poter prendere spunti interessanti da sound e stili differenti...
Per chiudere qualche consiglio per i ragazzi che, proprio come voi qualche anno fa, suonano nelle salette e nei garage sognando di sfondare nel mondo della musica.
La nostra bandiera è stata per molto tempo e sarà ancora per molto, la canzone ci ha lanciato, ovvero “Tutto è possibile”....Noi siamo un esempio di quello che può essere realizzare i propri sogni e crediamo che solo tramite l’impegno e la passione una persona può riuscire a raggiungere i propri obiettivi...Certo, allo stesso tempo la fortuna e le circostanze favorevoli sono determinanti, ma alla base di tutto c’è il credere in quello che si fa e sbattersi, sbattersi, sbattersi!
 
Il video di "Adrenalina":
 
 
Simone Gambino   

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