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  • Scritto da: Redazione StudentVille.it

Fibra attacca Mengoni: “E’ gay ma non può dirlo… “

Rap e pop sono due mondi molto, molto lontani se visti agli estremi. Non è inusuale vedere fusioni tra i due generi, ascoltare melodie accattivanti arricchite da rime veloci e incalzanti. Ma fondamentalmente, nel principio, rap e pop sono due concetti in opposizione, così come spesso lo sono i rispettivi interpreti. Troppo ‘costruiti’ e ‘rigidi’ gli artisti pop, troppo ‘anticonformisti’, ‘scurrili’ e magari ‘poco dotati vocalmente’ quelli hip-hop. L’ultimo capitolo dell’infinito conflitto tra rapper e popstar è made in Italy e riguarda due dei cantanti più amati dai giovani: Fabri Fibra e Marco Mengoni.

La polemica nasce dalla strofa, decisamente di cattivo gusto, che il rapper marchigiano ha ‘dedicato’ al vincitore della terza edizione di X-Factor nel suo nuovo singolo, intitolato “Non Ditelo”: “Secondo me Mengoni è gay ma non può dirlo perchè poi non venderebbe più una copia. Già me lo vedo in camera arriva una figa prende il suo c***o in mano e lui dice: 'Lasciami stare ti prego'". Apriti cielo.
Dalla fanpage ufficiale di Marco su Facebook è arrivata la risposta, giustamente contrariata, all’attacco gratuito lanciato da Fibra: “Mi pare giusto assicurarvi che quello che è successo oggi non finisce qui, con la nostra rabbia e le risate di mercanti di merce scadente. State sicuri che prenderemo provvedimenti, per vie legali, con la civiltà che qualcuno, a quanto pare, non conosce. Una preghiera, però: smettiamola di parlarne qui e in qualunque s...pazio dedicato a Marco. Prima di tutto perchè questi bei luoghi di mattità non devono essere contaminati dalla spazzatura più spregevole. E poi perchè così faremmo un favore a chi ha dei problemi ma è furbo e vuol far parlare di sè: non sprecate tempo e parole per chi non vi merita”. Mengoni da un lato ha contrattaccato, affermando che Fabri Fibra è soltanto in cerca di pubblicità, ma al tempo stesso ha invitato i suoi fan a non dare adito alle polemiche. L’effetto sperato non è arrivato però, visto che il popolo del web e dei sostenitori di Mengoni si è schierato contro il rapper, con l’intento di boicottare il suo singolo.
Dalla lingua tagliente di Fibra è arrivata in seguito la contro risposta, in cui ha cercato di scrollarsi di dosso l’etichetta di omofobo: “Dico la verita: non mi considero un omofobo... – si legge sulla sua pagina Facebook - Nei testi metto tonnellate di scenette, di cose che vedo, che sento, che interpreto. Allora dovrei anche essere un predicatore, un sostenitore di terroristi, un serial killer, ecc ecc. Se quello che dico/scrivo fosse la pura verità o esattamente ciò che penso, sai che noia e che situazioni risapute. Sarebbero le cose che effettivamente succedono veramente tutti i giorni. Pensavo che dopo anni di dischi e di spiegazioni, il gioco fosse chiaro, invece mi stupisco ancora una volta che vi stupiate. Evidentemente non siete pronti. Non ho proprio niente contro il mondo gay, ci vivo in mezzo, ci lavoro, lo conosco pur non facendone parte. Scrivo su tutto quello che mi circonda, tutto. Se Mengoni si è offeso, mi spiace, non era quella l'intenzione. L'intenzione era quella di convogliare l'attenzione su un mondo di finzione, che però non si può svelare perché se si svela, forse, poi non esiste più. "Non Ditelo" si propone solamente quello”.
Dopo le mezze scuse Fibra ha però rincarato la dose, rispondendo per le rime a Marco che lo aveva definito “mercante di merce scadente”:  “Sul web tra i vari facebook stanno scrivendo tutto il male del mondo: Fibra devi morire impiccato, devi fallire, devi crepare. Questi ragazzi difendono la loro musica dicendo di essere in cerca di vere emozioni e di amore, io tutto questo amore non lo vedo. Invito tutti alla calma (come si dice in certe situazioni). Mercanti di merce scadente lo ritengo invece un insulto. Dietro a un disco di musica Rap ci sta lo stesso impegno e lo stesso volume di lavoro che sta dietro a un disco POP. La stessa merce scadente di cui si parla è molto ascoltata da Morgan, la persona che ha aperto le porte dello spettacolo ad artisti come Mengoni”.
Al minuto 2.47 trovate la strofa incriminata:

 

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