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  • Scritto da: Redazione StudentVille.it

All'Università di Bologna il prof. che fa copiare

Lucio Picci, professore di Politica Economica presso l'Università di Bologna, ha annunciato ai propri studenti che, a partire dall'inizio dei corsi 2016/2017 permettterà di copiare. Una notizia che potrà far piacere a qualcuno, ma che in realtà nasconde una grossa provocazione nei confronti del sistema accademico, in particolare nei confronti di quei docenti accusati di copiare da qualcun'altro le loro pubblicaizoni.

"Non vigilerò per evitare che voi copiate, durante l’esame o nel preparare altri testi scritti. Non posso chiedere a voi il rispetto di regole che l’Università di Bologna permette a noi professori di violare", si legge nella lettera aperta inviata dal docente a studenti e Rettore, Francesco Ubertini.

"Chiedo di avviare nei miei confronti un procedimento disciplinare, dato che vigilare affinché gli studenti rispettino certe regole fa parte dei miei doveri", si legge ancora nella missiva. Una richiesta che, almeno per il momento, è rimasta inevasa.

"Pochi mesi orsono, il Senato accademico ha sospeso per tre mesi una studentessa, sorpresa durante un esame con un telefono e un auricolare nascosto. Il fatto è stato accertato, vi è stata una sanzione. Ma con voi io rappresento l’Università di Bologna, e il nostro Statuto recita che siamo una “comunità di studenti, professori, e personale tecnico amministrativo”: se siamo impuniti noi professori, che lo stesso valga per voi studenti. È un’ipocrisia insopportabile, e il mio rifiuto è obiezione di coscienza", spiega Picci.

Nel corso della lunghissima lettera, Picci ha poi ricordato il caso di tre professori accusati di plagio. Uno di questi riguarda il professore di Ingegneria nucleare ed ex prorettore, Enrico Lorenzini. "Il primo febbraio del 2000", ricorda Picci "il Senato accademico considerò accuse di plagio particolarmente gravi nei confronti di un professore. Espresse all’unanimità “un senso di rifiuto e di riprovazione per questo tipo di pratiche, consistenti nel presentare come propri, testi altrui”, ma ritenne, in quel che doveva essere un verbale praticamente segreto, “che di questa sostanziale censura e delle misure che seguiranno debba essere fatto un uso molto prudente e riservato [...]”.

"Nel corso di una cerimonia pubblica, il primo giugno scorso il Rettore dell’Università di Bologna, Prof. Francesco Ubertini, ha consegnato a quello stesso professore che era stato oggetto del giudizio severo (ma “prudente e riservato”) del Senato accademico, il titolo di Professore Emerito. Si tratta di un titolo ambìto, destinato ai soli professori ordinari al termine di una carriera particolarmente distinta e specchiata".

"La segretezza, coprendo il crimine, indica che il potere sta dalla parte del reo, e che quindi egli è potente. A rafforzare tale indizio, notiamo che gli accusati talvolta vengono persino premiati...".

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