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  • Scritto da: Redazione StudentVille.it

Ballare o protestare: questo è il dilemma?!

Chi protesta e chi fa un flash mob - Roma, è il 10 novembre, un mite pomeriggio invernale. Ci sono migliaia di giovani per le strade, non sono turisti, non vogliono fare shopping, sono giovani che scendono in piazza. Ma non tutti nella stessa piazza. Oltre 30.000 (50.000 secondo gli organizzatori), sono gli studenti, che insieme ai genitori e i prof, hanno preso parte alla grande manifestazione in difesa della scuola pubblica che ha preso il via alle 15.30 da piazza dell' Esquilino e qualche ora dopo si è fermata nel cortile del MIUR in Viale trastevere. E mentre questi studenti fanno sentire la loro voce per riappropiarsi del loro futuro, per una scuola migliore, all'altezza dei loro sogni, altrettanti giovani erano riuniti in Piazza del popolo al grido di "Oppa Gangnam Style". Alla stessa ora era stato infatti organizzato un flash mob, che ha visto intervenire oltre 30mila giovani, rispetto ai 14mila previsti, che si sono ritrovati a ballare nel centro di  Roma la coreografia di Psy,il rapper coreano che sta spopolando in tutto il mondo con la sua hit "Gangnam Style". E voi da che parte state?

Flash mob o manifestazione di protesta? Fate parte dei giovani disillusi o dei combattenti?
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Virtuosi vs fancazzisti? - Sì perchè neppure qualche ora dopo la fine delle due manifestazioni ci si ritrova tutti in un'unica, immensa, piazza, Facebook. E qui la polemica scoppia, divampa, fino a diventare incendio globale domenica sera. Quindi tocca schierarsi, tocca capire che succedde, è necessario comprendere se è "sano e giusto", in un momento storico di grossa crisi come quello che vivamo, che una marea di giovanissimi preferiscano riunirsi per ballare e far festa, piuttosto che lottare per i propri diritti. E allo stesso tempo tocca capire se ha ancora senso lottare per i propri diritti e se il ballo non è un modo, antico e ancestrale, per esorcizzare paure e incubi. Ma se il nostro occhio distaccato può porci al di sopra delle parti, in rete le due fazioni si fanno nette e distinte, ed ecco i giovani romani, anzi italiani, divisi nettamente tra "Idignati e disillusi", "Barricaderi e rassegnati", come si legge sulla Stampa oggi.

La polemica in rete - Da sabato sera la "guerra tra poveri"  vede come campo di battaglia il web. La bachecha dell'evento su Facebook è stata inondata di commenti negativi da parte di chi ha partecipato alla protesta, così come i video su Youtube, e le risposte non tardano ad arrivare. "Riusciamo a riempire le piazze per un balletto, mentre quando si tratta di protestare contro chi ci rovina il futuro restate tutti a casa", scrive Roberta. "Non era meglio venire a dare man forte al corteo della scuola pubblica? L’istruzione va a rotoli, il lavoro non c’è per nessuno, ci stanno facendo un mazzo tanto e voi ballate? Potevate ballare al corteo con noi!". Risponde Eleanor: "Non c’è bisogno solo di manifestare, criticare e fare casino davanti al Parlamento o ai ministeri, c’è anche MOLTO bisogno di distrarsi. I due eventi hanno combaciato, (anche se il flash mob è stato organizzato da molto più tempo). Alla manifestazione non eravate pochi! E sinceramente andare davanti al ministero a gridare: “dimissioni!” non credo serva a molto perchè fino adesso non è cambiato nulla!".

Posizioni nette, posizioni diverse, che possiamo declinare in una triste sintesi: da una parte chi lotta e sogna, dall'altra chi balla e non ci pensa

E voi da che parte state? Rispondete al nostro sondaggio, dateci la vostra opinione!

 

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