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  • Scritto da: Redazione StudentVille.it

Cosa fare in caso di terremoto: vademecum della Protezione Civile

COSA FARE IN CASO DI TERREMOTO SECONDO LA PROTEZIONE CIVILE. L’Italia è un paese a forte rischio sismico per la sua posizione geografica, nella zona di convergenza tra la zolla africana e quella eurasiatica. Sapere cosa fare in casi di terremoto è fondamentale, sia dal punto di vista psicologico, in modo da non essere sopraffatti dalla paura, sia dal punto di vista pratico, visto che seguendo alcune regole che possono aiutare a mettere in salvo la propria vita e quella dei propri familiari. Ecco perché è bene avere ben chiare quali sono le norme di comportamento consigliate dalla Protezione Civile in caso il terremoto avvenga di notte, mentre siete in casa, a scuola o a lavoro, e come comportarsi se abitate ai piani alti di un edificio. L'ente, infatti, è un vero e proprio punto di riferimento in caso di sisma.

Ecco le ultime notizie sul terremoto che ha colpito il Centro Italia:


COSA FARE IN CASI DI TERREMOTO DI NOTTE. I terremoti sono repentini e lasciano poco tempo per pensare a cosa fare. Agire secondo le regole può salvare la nostra vita! Molti dei recenti terremoti hanno colpito città e persone nel cuore della notte, svegliando di soprassalto la gente che, impaurita, è scesa per strada nella speranza di salvarsi. Cosa fare in caso di scosse sismiche, più o meno violente, di notte? Se dovesse capitare un evento così traumatico mentre state dormendo, cercate, dopo la paura, di mantenere la calma e di seguire queste semplici regole:

  • Trovate un riparo nelle zone più sicure della casa:
    - sotto lo stipite di una porta, molto difficile che crolli.
    - un buon tavolo magari di castagno resisterà a notevoli sollecitazioni.
    - rientranze del muro dove le pareti sono di considerevole spessore.
  • Fate attenzione al pavimento, perché potrebbe cedere lasciando voragini. Il pericolo di non accorgersi dei cedimenti al pavimento e cadere nel vuoto è molto alto nelle ore notturne, soprattutto se presi dal panico.
  • Per evitare danni maggiori sospendete la fornitura di energia o, almeno staccate il salvavita dell'appartamento, e chiudete il rubinetto del gas al fine di evitare cortocircuiti elettrici, incendi ed esplosioni da gas.
  • Evitate di accendere fiammiferi o accendini. Il buio non aiuta ma cercate di procedere lentamente strisciando i piedi e proteggendo il corpo da eventuali oggetti (portate le braccia davanti al corpo piegandole una in senso verticale, e l'altra in senso orizzontale).
  • Nel più breve tempo possibile abbandonate l'abitazione solo quando siete certi che la scossa sia terminata. Muoversi mentre la terra trema è pericoloso.

COSA FARE IN CASO DI TERREMOTO AI PIANI ALTI. Sappiamo bene che gli edifici sono pericolosissimi durante un terremoto, soprattutto quelli più antichi o non progettati per resistere alle scosse sismiche perché non possono strutturalmente sopportare le oscillazioni del sisma. Cosa fare se ci si trova in un'abitazione a un piano alto dove le scosse sono avvertite in modo più netto? Le indicazioni sono le stesse che vi abbiamo appena fornito, ma con qualche accprtezza in più.

  • Se siete in un luogo chiuso e volete rimanere a casa, mettetevi sotto una trave, nel vano di una porta o vicino a una parete portante, sotto gli architravi, lontano dalle finestre. State attenti ai crolli di intonaco, controsoffitti, vetri, mobili, oggetti ecc., ma anche allo scaldabagno,ai pensili della cucina, ai lampadari, ai mobili alti e pesanti. Evitate di accendere le luci, chiudete il gas. Ripararsi sotto il letto o sotto i tavoli robusti è una buona idea.
  • Se volete scendere in strada, sappiate che è molto pericoloso precipitarsi fuori da dove ci si trova, ma è opportuno uscire al termine delle scosse, senza farsi prendere dal panico. All’esterno ci sono molti pericoli: i cornicioni in cattive condizioni, i comignoli, le tegole, i vasi dei fiori, i balconi a sbalzo, i vetri.
  • Attenzione: gli effetti di un sisma sono assimilabili a forze che aumentano con l'aumentare dell'altezza dell’edificio  perciò chi abita ai piani alti di un fabbricato sente le scosse molto più forti. Dal punto di vista della sicurezza non è meglio o peggio, intendiamoci, ma il terremoto è certamente amplificato. Se abitate ai piani alti di un edificio, quindi, non fatevi prendere dal panico. Se volete uscire di casa non usate l’ascensore, che si può bloccare, ma le scale e fate comunque attenzione! Raggiungete uno spazio aperto, lontano da edifici e da strutture pericolanti.

COSA FARE IN CASO DI TERREMOTO A SCUOLA. Sapere se a scuola e sul luogo di lavoro è stato predisposto un piano di emergenza è fondamentale!
La scuola dovrebbe essere dotata di un Piano di Evacuazione che stabilisca le norme di comportamento e guidi periodiche esercitazioni. Le regole da seguire sono le stesse:

  • Cercate riparo nel vano di una porta inserita in un muro portante, vicino ai muri più spessi o sotto una trave.
  • Riparatevi sotto un tavolo e allontanatevi da tutto quello che potrebbe crollare, soprattutto le finestre.
  • Fare attenzione al pavimento, perché possono cedere lasciando voragini.
  • Una volta terminate le scosse, allontanarsi dall'edificio, procedendo in fila indiana in coppia per evitare dispersioni e panico e per mantenere l'ordine. In questo modo anche le maestre e gli insegnanti vi avranno sott'occhio!

TERREMOTO: COSA FARE DOPO LE SCOSSE. I terremoti lasciano cicatrici profonde sia nelle persone che nei territori.

  • Cercare di non cedere al panico è fondamentale ma difficilissimo ma una volta messi in salvo, cercate di assicurarvi delle condizioni di salute di chi era con voi o di chi è attorno a voi e se è il caso, cercare di prestare i primi soccorsi e di tranquillizzare chi è in difficoltà.
  • Dopo le scosse, sperando che non ce ne siano altre una dietro l’altra, raggiungete le aree di attesa previste dal Piano di protezione civile del Comune.
  • Limitate, per quanto possibile, l’uso del telefono e disconnettete il WiFi per facilitare i soccorsi. Limitare anche l’uso dell’auto per evitare di intralciare il passaggio dei mezzi di soccorso.

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