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  • Scritto da: Redazione StudentVille.it

I cinque errori grammaticali assolutamente da evitare

Cinque errori grammaticali tra i più comuni che commettiamo quasi senza accorgercene. Puntini sospensivi a casaccio, piuttosto che con valore disgiuntivo, articoli determinativi persi per strada, ma non solo. Ecco  alcuni degli 'orrori' da evitare assolutamente se non si vuol vedere sanguinare la lingua di Dante.

Piuttosto che con valore disgiuntivo.  Sta prendendo sempre più piede il 'Piuttosto che' usato come sinonimo di 'oppure', nuova piaga della lingua italiana. Così come ricorda per l'ennesima volta l'Accademia della Crusca, che sull'argomento si è sgolata, 'piuttosto che' va usato esclusivamente come alternativa a termini come 'invece' et similia.

E l'articolo dterminativo? Non manca chi tralascia l'articolo determinativo quando non dovrebbe (ad es. ci vediamo settimana prossimo, invece del corretto ci vediamo la settimana prossima). Così come per il 'piuttosto che', si tratta di una moda che si è diffusa a partire da espressioni in voga nel settentrione d'Italia.

Puntini sospensivi. Umberto Eco ne sconsigliava l'uso, a meno che non fosse inevitabile. Lo scrittore, semiologo e filosofo scomparso a febbraio, ricordava a proposito anche una regola grammaticale: i puntini sospensivi devono essere tre, non di più. Capito? ......... ops...

Verbi transitivi e intransitivi. Ricorda la Treccani: Il verbo si dice transitivo quando l’azione passa direttamente dal soggetto che la compie all’oggetto (Giovanna stira una camicia. Il Papa benedice la folla di fedeli, Fabio ha rotto la bicicletta). Il verbo si dice intransitivo quando invece l’azione non passa direttamente dal soggetto all’oggetto. (Francesco arrossisce di fronte alla classe). Quindi è scorretto usare verbi come salire e scendere (intransitivi) come verbi transitivi. Inutile, quindi, scendere il cane o sa lire il bambino.

Preposizioni. A volte, ad essere sfregiate, sono pure le preposizioni. Ad esempio sono molti coloro che confondono l'uso della  'in' con la 'a'. "Vado a studio", invece del corretto "Vado in studio".

 

 

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