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  • Scritto da: Redazione StudentVille.it

Il computer che riesce a fingersi un essere umano

Se non è roba da romanzo di Philip Dick, in cui gli androidi hanno sembianze così umane da confondersi con le persone comuni, o da androidi paranoici come Marvin di Guida Galattica per gli Autostoppisti, poco ci manca.

Parliamo di un computer che è riuscito a confondersi tra i professori del Georgia Institute of Technology. Proprio così. Qui gli studenti del corso di Intelligenza Artificiale partecipano ad una chat in cui pongono ai professori quesiti riguardanti didattica e scadenze varie.

Tra i docenti che puntualmente rispondono agli studenti c'è una certa Jill Watson. Impeccabile e precisa. Talmente tanto, che nessuno degli studenti si è reso conto che quella prof. così brava a diramare dubbi e fornire soddisfazione a quesiti di vario genere è in realtà una macchina del progetto Ibm Watson (appunto).

Tutto è nato da una idea di Ashok Goel, un professore che è venuto incontro ad un serio problema degli assistenti, investiti ogni semestre da una valanga di quesiti (10mila circa) che finiscono inevitabilmente per togliere tempo ad altre attività accademiche.

Goel ha chiesto così aiuto all'Ibm, che gli ha fornito la bravissima Jill. "L'esperimento ha funzionato", ha dichiarato Goel. "Lei risponde solo se è sicura al 97% di quel che sta dicendo. Qualche studente ha notato delle risposte un po' sui generis e, scherzando, ha detto 'sembra un computer', ma poi, controllando sui social network, ha trovato una sfilza di Jill Watson. Una qualunque avrebbe potuto essere la docente e ogni dubbio è stato così fugato".

Goel ha raccontato che prossimamente Jill sarà in grado di rispondere al 40% dei quesiti, quelli più semplici. "Così gli assistenti potranno dedicarsi a domande più complesse. Nel prossimo semestre dirò agli studenti che, tra i  professori che rispondono in chat, c'è un computer. Loro però dovranno indovinare chi è".

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