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  • Scritto da: Redazione StudentVille.it

Impronte digitali a scuola: scoppia la polemica

Ha creato un vespaio di polemiche l'iniziativa della scuola media Eleonora Duse di Bari, che ha deciso di monitorare l'ingresso degli studenti con un lettore di impronte digitali, uno di quelli, per intenderci, che si usano all'ingresso di tanti uffici.

Il preside dell'istituto, Gerardo Marchitelli, ha motivato la scelta con la volontà di reprimere il fenomeno dei ritardi "specie quelli di alcune ragazzine che, invece di entrare in classe, gironzolano intorno a scuola accompagnandosi ad ex alunni dell'istituto che hanno deciso di non proseguire gli studi".

"In questo modo, i genitori non dovranno aspettare la seconda ora, ma sapranno subito se i figli sono entrati regolarmente o meno. Sono convinto che l'ufficio scolastico regionale non porrà problemi di privacy".

Marchitelli già in passato ha sostenuto iniziative hi-tech, come la creazione di 12 e-book che hanno consentito alle famiglie degli alunni di risparmiare sui libri di testo e la possibilità di seguire in streaming alcune lezioni attraverso il sito web della scuola.

Il lettore di impronte digitali a scuola, però, non è piaciuto all'Uds, l'unione degli studenti, che così scrive: "Ancor più del tentativo di trasmettere definitivamente agli studenti la folle e controproducente idea della scuola come luogo di costrizione, in cui l’obbligo formativo viene assolto timbrando un cartellino piuttosto che partecipando attivamente al percorso educativo, spaventano le parole del dirigente scolastico con cui prova a giustificare questa iniziativa.".

 

"Il problema riscontrato dal preside sarebbe infatti quello delle “ragazzine” dell’istituto che gironzolano attorno alla scuola con gli ex alunni che non terminano il loro percorso formativo" continua l'Uds "Proprio in un quartiere complesso come quello di San Girolamo, la scuola dovrebbe interrogarsi su come essere il più possibile un luogo aperto, inclusivo, in cui costruire motivazione e partecipazione, in cui costruire un’alternativa alle dinamiche securitarie imposte nella società, in cui uscire dalla logica del controllo, della sicurezza e della repressione e aprire un dibattito reale su come la scuola debba tornare ad essere un luogo di riscatto ed emancipazione".

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