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  • Scritto da: Angela Ardizzone

La Buona Scuola diventa un brand: riforma sponsorizzata da Microsoft e Samsung

"La Buona Scuola è diventata un brand in grado di attrarre su di sé l’attenzione dei privati. Sono state tantissime le imprese – da Samsung a Microsoft – che spontaneamente hanno contattato il Miur per “sponsorizzare” la scuola e le sue buone pratiche". Con queste parole Davide Faraone, nel suo blog personale "Cambiamenti", conferma, utilizzando un linguaggio prettamente aziendale, ciò che è stato temuto e previsto dagli studenti che hanno protestato nei mesi scorsi: la consegna della scuola nelle mani dei privati, che la gestiranno seguendo i propri interessi e il proprio tornaconto. Una scuola dunque non libera, trasformata in azienda e che perde il suo reale obiettivo, quello di educare insegnando. 


La Buona Scuola: in arrivo la scuola-azienda

Con l'avvio del programma La buona scuola, la scuola italiana assumerà le sembianze di una vera e propria azienda: lo fanno già pensare termini come brand e quadro-intermedio, ma anche la modalità con cui è stato presentato il piano La buona scuola, attraverso slide, loghi e slogan.

E l'intervento di Microsoft e Samsung non fanno che ribadire questa nuova forma: non è ancora chiara la natura dei rapporti tra scuola e/o riforma scolastica con queste importanti aziende, ma probabilmente esse sponsorizzeranno il progetto La Buona Scuola, anche fornendo agli studenti tablet e altri strumenti informatici... Strumenti che saranno utilizzati all'interno di edifici che crollano, da ristrutturare, privi degli elementi basilari di sicurezza. 


La buona scuola: mentor e quadro-intermedio, due figure di insegnanti

Un'altra novità che concerne la nuova organizzazione scolastica riguarda l'istituzione di due tipi di insegnanti: il mentor, più legato alla didattica, e il quadro-intermedio (termine mutuato dal lessico aziendale), figura di supporto-organizzativo. Secondo Faraone infatti "Sono due attività e due impegni che i docenti hanno sempre svolto, non avendoli mai riconosciuti: finalmente avremo l'emersione del sommerso. I docenti non sono quelli delle 18 ore, ma vogliamo strutturare ciò che fanno per dare valore alle funzioni che da oggi diventano di sistema. Bisogna che agli insegnanti vengano riconosciute, per ciò che fanno, competenze a livello economico e con una progressione e diversificazione professionale. In modo chiaro e obiettivo, ma certo, per mantenere vive motivazione e riconoscimento".

Infine, cambierà la funzione dei dirigenti scolastici: non più manager, ma "sindaci della comunità scolastica". Saranno sgravati da compiti non pertinenti al loro ruolo, in modo da permettere loro di esercitare pienamente il compito di coordinatore didattico e culturale, non solo amministrativo, così da garantire alla scuola una completa autonomia e un migliore funzionamento. 

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