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  • Scritto da: Angela Ardizzone

La Riforma Scuola slitta a febbraio

La Riforma Scuola era attesa per la metà di gennaio, invece, stando a ciò che ha affermato Renzi durante la giornata dedicata dal Pd alle buone pratiche della scuola, essa dovrà attendere fino al 22 febbraio. In quella data infatti ricorrerà il primo anniversario del Governo Renzi, e il premier incontrerà mille rappresentanti della scuola che "avvertono questa battaglia come una battaglia propria, che entrino nel merito dei provvedimenti e che dicano: questa cosa mi riguarda troppo, non posso lasciarla al presidente del Consiglio o al sottosegretario".

Riforma scuola: perché slitta?

La Riforma Scuola non la fa solo il Governo, ma tutti i cittadini, in particolare coloro che sono coinvolti nelle istituzioni scolastiche: dirigenti, insegnanti, genitori, allievi. Per cui, è necessario attendere ancora un po', in modo da organizzare meglio i lavori ed avere un ulteriore sostegno da parte degli interessati. Probabilmente però il Governo procederà a gennaio nella stabilizzazione del 150 mila precari, mentre per il resto del progetto di Riforma Scuola tutto potrebbe avviarsi in primavera. Nonostante si attenda il coinvolgimento di ulteriori persone, la consultazione sulla Buona Scuola ha ottenuto ottimi risultati: ci sono state circa 3 mila proposte da parte dei cittadini, 100 mila sono stati i questionari compilati, hanno partecipato quasi 8 milioni di studenti e 800 mila insegnanti.

Chi sono i "mille" di Renzi?

I "mille" che Renzi ha intenzione di coinvolgere nella riforma scuola sono coloro che si sono dati da fare, anche nel loro piccolo, per cambiare e migliorare le istituzioni scolastiche. Sono persone positive ed ottimiste, persone costruttive in grado di allargare il consenso intorno alla riforma scolastica. Tra costoro possiamo citare Daniela Boscolo, candidata al Golden Teacher Prize, che ha inventato un supermercato nel magazzino della scuola per far lavorare ragazzi disabili; Daniela Manno, che ha ideato un incubatore di start up per gli allievi; Paola Petruzzelli, dirigente del liceo Majorana di Bari, che in un bene confiscato alla mafia ha creato una location per ricevimenti, in cui guadagni vanno tutti alla formazione. Tutto ciò per andare contro ai "cinici e arrabbiati" che non vogliono che si cambi nulla. Ma, come sostiene la senatrice Francesca Puglisi, essi hanno "il dovere di farlo. Lo chiedono il 14% di dispersione scolastica, il 42% di disoccupazione, i 5 milioni e 350 mila ragazzi che non studiano né lavorano". 

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