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  • Scritto da: Redazione StudentVille.it

La tradizione delle uova di Pasqua

L’uovo è il simbolo universale della Pasqua. Sin da bambini abbiamo ricevuto ogni anno, in occasione della Pasqua, un simpatico uovo di cioccolato con sorpresa, o abbiamo preparato come lavoretto a scuola le uova più estrose e stravaganti: di carta pesta, di terracotta, dipinte, intagliate, di cartone, ricamate. Insomma, di qualunque foggia, colore, materiale e dimensione.
Ma per quale motivo si è diffusa l’usanza di scambiarsi uova di cioccolato in occasione di questa festa?
L’uovo è sempre stato un elemento ricorrente nelle culture e nelle credenze religiose di tutti i popoli, sin dall’antichità. È al suo interno che nasce il pulcino e la vita; e da lì che si sprigiona la forza, l’energia, la trasformazione dal niente alla vita, l’apparizione di una nuova creatura.\"\"
Allo stesso modo il guscio cela allo sguardo degli altri ciò che racchiude, e si auto conferisce un forte alone di mistero, di sconosciuto e di sacro.
Già in epoca pagana si usava rappresentare il Cielo e la Terra come due metà dello stesso uovo: come a dire che tutto, anche due dimensioni così diverse come il suolo e l’atmosfera, si trovavano ad essere intimamente legate e accomunate da una stessa origine.
Le civiltà greca, cinese, persiana e egizia usavano scambiarsi uova come simbolo della Primavera e della rinascita, al fine di celebrare con esse il ritorno della natura rigogliosa e il miglioramento del clima. L’uovo era considerato un potente strumento in grado di donare la vita: le donne incinta lo ponevano sopra il grembo per scoprire il sesso del nascituro, mentre le novelle spose vi camminavano sopra per entrare nella loro nuova casa e accingersi ad iniziare un nuovo corso della propria vita. I contadini romani usavano seppellire un uovo rosso nel proprio campo, per propiziarsi fertilità e abbondanza. Le uova erano inoltre sotterrate nelle fondamenta degli edifici religiosi e delle abitazioni private, perché si riteneva avessero il potere di allontanare il male e i demoni. Esse erano considerate fondamentali per il ciclo della vita e per l’intera società, tanto che gli antichi romani usavano dire: “Omne vivum ex ovo” (Qualunque essere vivente deriva dall\'uovo).
Ma veniamo ora al Cristianesimo. L’uovo simboleggia in maniera evidente la Resurrezione di Cristo, festeggiata il giorno di Pasqua: così come Gesù esce dal sepolcro e risorge per il bene dell’umanità, allo stesso modo il pulcino e una nuova vita emergono dal guscio. La festa religiosa cade inoltre - curiosa coincidenza – nello stesso periodo dell’avvento della Primavera, e cioè all’incirca negli stessi giorni in cui i pagani festeggiavano la festa della stagione primaverile. Come a voler significare che anche Gesù fa rinascere la vita e la natura, dopo un lungo periodo di desolazione e ristrettezza.
Numerose le leggende che si sono tramandate nei secoli e che si articolano intorno al ruolo delle uova nelle Sacre Scritture.
Secondo alcune fonti, Maria Maddalena si presentò all\'imperatore Tiberio per regalargli un uovo dal guscio rosso, spinta dal desiderio di testimoniare con forza e sprezzo del pericolo la recente Resurrezione di Cristo. Altri testi narrano che la Vergine Maria portò in omaggio a Ponzio Pilato un cesto dorato pieno di uova, piangendo e supplicandolo di non condannare a morte suo figlio. Al diniego di Pilato – che, nonostante i dubbi sulla colpevolezza di Gesù, aveva appena acconsentito alla sua crocifissione – la donna si sciolse in amare lacrime, e sopraffatta dal dolore lasciò cadere il canestro con tutte le uova.
Esse rotolarono via e si dispersero in ogni angolo della città.

di Bruna Martini

 
 

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