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  • Scritto da: Redazione StudentVille.it

Le lauree inutili esistono, lo dice l'Istat

Esistono le lauree inutili, ovvero quei titoli considerati superflui ai fini dell'inserimento nel mondo del lavoro? La risposta dell'Istat è tremendamente afermativa: l'istituto statistico ha infatti dato valenza empirica a quello che sino a qualche tempo fa era considerato nient'altro che un luogo comune.

Ecco quanto scrive l'ente di ricerca: "L’inserimento nel mercato del lavoro è più difficile per i laureati, sia di I che di II livello, nei gruppi Letterario e Geo-biologico. Lavora infatti il 61,7% dei laureati di I livello e il 73,4% di quelli di II livello del gruppo Letterario, il 58,6% dei laureati di I livello e il 76,5% di quelli di II livello del gruppo Geo-biologico. Critica è anche la situazione dei laureati di I livello nel gruppo Psicologico (lavora il 54,4%) e dei laureati di II livello nel gruppo Giuridico (lavora il 67,6%)".

Insomma, è proprio vero: i laureati dell'area umanistica sono maggiormente svantaggiati, anche perché, quando il lavoro arriva, il titolo di studio non è richiesto da parte del titolare dell'azienda.

"La laurea sembra non premiare chi l’ha conseguita nei gruppi Letterario e Politico-sociale, dal momento che per l’attività lavorativa svolta non era richiesta e non è stata nemmeno utile", spiega ancora l'Istat.

E infine: "I laureati di I livello nei gruppi Letterario e Psicologico manifestano su tutti gli aspetti i livelli di soddisfazione più bassi, il contrario si verifica per quelli del gruppo Difesa e sicurezza (9,2 per le prospettive di stabilità e 8,7 per il grado di autonomia)".

 

 

 

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