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  • Scritto da: Redazione StudentVille.it

Niente gita per due studenti su tre

La crisi delle gite – C’era un tempo in cui l’inizio delle belle giornate dava il via alle gite degli studenti italiani. Purtroppo i tempi sono cambiati, e nonostante la Primavera sia entrata nel vivo, a partire in gita sono sempre meno ragazzi. Secondo i dati diffusi dal Coldiretti nel 2013 non andranno in gita due studenti su tre e i dati sul turismo scolastico del Touring Club Italiano dimostrano che quest'anno ci sarà un calo di almeno il 20 per cento rispetto ai 930mila studenti delle scuole superiori che nell'anno scolastico 2011/2012 hanno partecipato a una gita scolastica.

Perché non si va più in gita? – Sicuramente la causa principale del netto calo dei viaggi d’istruzione è la crisi economica che ha colpito anche la scuola. I tagli all’istruzione non permettono agli istituti di finanziare le gite e le famiglie non possono più permettersi di pagare le gite. Molti genitori, inoltre, avrebbero chiesto di eliminare totalmente dai piani scolastici le gite, considerandole una forma di discriminazione per chi non può permetterselo.

Salviamo le gite! –  Ma non c’è davvero modo di salvare i viaggi d’istruzione? Coldiretti propone di dire addio a ristoranti e pizzerie e ritornare al pranzo a sacco preparato dalle scuole e dai genitori stessi. Diversa è anche la scelta del souvenir del viaggio con la sostituzioni di statuine, gadget e magliette con prodotti tipici del luogo visitato come formaggi, salumi, miele, sott'oli o vino da portare ai genitori. Il che, nell'ottica della Coldiretti, rappresenta anche un punto a favore della valorizzazione del patrimonio ecologico italiano.

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