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  • Scritto da: Angela Ardizzone

Ocse, i dati sulla scuola italiana

La fotografia dell'Ocse, Education at Glance 2014, presentata il Italia dall'Associazione Treelle, lascia intravedere un quadro non molto positivo della scuola italiana: troppi insegnanti, con stipendi oltretutto bassi, poca competenza in matematica da parte degli studenti, numero elevato di Neet, giovani che non studiano e non lavorano. In compenso, cresce il numero delle donne laureate in Ingegneria.

Istruzione migliore, ma studenti bocciati in matematica

Il rapporto Ocse sulla scuola italiana mostra un certo miglioramento per quanto riguarda l'istruzione in Italia. Tra il 2000 e il 2012 i diplomi sono aumentati: mentre nel 2000 i giovani diplomati erano solo il 59%, ora risultano invece essere il 72%. Raddoppiano anche i giovani laureati, ma nonostante ciò l'Italia risulta essere agli ultimi posti dei Paesi Ocse: è infatti terzultima per quanto riguarda il diploma. Inoltre, le competenze in matematica dei nostri studenti sono molto scarse: mediamente, un laureato italiano ha le stesse competenze di un diplomato olandese o finlandese. 

Più donne laureate in Ingegneria

Aumenta il numero di donne laureate, circa il 62%, in particolare in Ingegneria. Una vera e propria sorpresa, se si pensa che le facoltà scientifiche e informatiche in Italia sono sempre state preferite dagli studenti di sesso maschile. Secondo il rapporto Ocse, 4 laureati in Ingegneria su 10 sono donne, contro i 2 su 10 in Germania e il 23% in Gran Bretagna.

Aumento dei Neet

L'allarme però riguarda principalmente l'aumento dei Neet (Neither employed nor in education or training): sono i giovani che non studiano e non hanno un'occupazione, e tra il 2008 e il 2012 sono aumentati notevolmente. Secondo i dati, 1 ragazzo su 3 tra i 20 e i 24 anni in Italia è Neet. Tra coloro che hanno abbandonato gli studi prima dei 16 anni inoltre 1 su 5 è disoccupato, di più rispetto a qualche anno fa. 

Troppi insegnanti

Nonostante i tagli, il numero degli insegnanti è ancora molto elevato in Italia rispetto agli altri Paesi Ocse: vi è infatti 1 insegnante ogni 12 allievi di scuole elementari e medie. La media degli altri Paesi è invece 1 insegnante ogni 15 allievi. Inoltre, l'età media degli insegnanti è aumentata rispetto agli anni scorsi.

Dispersione universitaria

Le iscrizioni all'università sono passate dal 56% del 2005 al 47% del 2012. Se le iscrizioni dovessero diminuire ulteriormente, si correrebbe il rischio di una dispersione universitaria, Negli altri Paesi, invece, 6 studenti su 10 continuano gli studi con l'università. 

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