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  • Scritto da: Redazione StudentVille.it

Per protesta si fa lezione oltre il suono della campanella

Una contestazione intellettuale - In uno dei momenti più caldi della scuola italiana degli ultimi anni, alla fine di un autunno costellato di occupazioni, flash mob, e cortei, per la salvaguardia della scuola pubblica, nel liceo Fermi di Arona, in provincia di Novara, si lancia una nuova forma di protesta: la slow school. Studenti ed insegnanti si fermano in classe oltre il suono della campanella per partecipare a lezioni di approfondimento e laboratori. Si protesta per imparare.

La slow school - A prendere parte al progetto, ideato da Raffaella La Rosa, l'insegnante di italiano e latino, sono una decina di insegnanti e quasi 50 ragazzi, che fino a Natale, una volta alla settimana, si fermeranno oltre l'orario delle lezioni per apprendere e approfondire. "Amiamo il nostro lavoro e lo prova il fatto che stiamo investendo del tempo extra per fare lezione come piace a noi. Slow school significa far sedimentare le informazioni, è la filosofia della ruminatio , "masticare" le nozioni. La mattina, sempre di corsa, neppure noi riusciamo a soffermarci sulle cose come vorremmo". Parola di Prof che dimostra quanto interrogazioni e verifiche piacciono poco anche a loro!

L'antisciopero che piace ai ragazzi - I ragazzi che hanno preso parte all'iniziativo sono rimasti entusiasti del progetto, una forma alternativa di occupazione, che piace a tutti e ha un immediato risvolto positivo: l'apprendimento. "Eravamo scesi in piazza il 24 novembre contro i tagli alla scuola. Ma volevamo fare qualcosa in più. Siamo persone colte, ci tenevamo a una protesta intellettuale, nobile, perché non passasse il messaggio che ogni scusa è buona per saltare le lezioni. Semmai è il contrario: ci teniamo così tanto alla scuola che siamo disposti a passarci più tempo", ha dichiarato il rappresentante degli studenti del Fermi.

Una scuola a misura di studente - L'esperimento ha messo in evidenza come fare lezione con un numero ridotto di studenti sia funzionale alla qualità stessa dell'insegnamento e che proporre argomenti alternativi a quelli imposti dai programmi ministeriali rappresenta un modo per coinvolgere di più i ragazzi e appassionarli allo studio. Altro che classi pollaio!

La proposta sembra interessante, e voi che ne pensate? A voi piacerebbe imparare di più e meglio?

 

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